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Si potrebbe guardare anche con favore all’accorpamento ma dopo precise garanzie di pari opportunità, dignità, trasparenza e, comunque, solo ed esclusivamente in un sistema portuale unicamente calabrese.

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La riforma Delrio sulle autorità portuali presenta molteplici criticità già rilevate qualche settimana fa. Una di queste concerne il meccanismo di ridistribuzione delle accise che presenta una centralizzazione di dubbia efficacia. L’inserimento di alcuni porti siciliani per evidenti ragioni politiche è poi destinato a creare un insieme di difficoltà che non tarderanno a manifestarsi. Le dichiarazioni del Governatore siciliano di pochi giorni fa rappresentano l’incipit di tale percorso che si preannuncia tortuoso e tormentato.

L’inserimento del porto di Vibo Marina all’interno dell’Autorità portuale dello Stretto non gli consentirà quel rilancio necessario e vanamente promesso dal presidente Mario Oliverio. Si potrebbe guardare anche con favore all’accorpamento ma dopo precise garanzie di pari opportunità, dignità, trasparenza e comunque, solo ed esclusivamente in un sistema portuale unicamente calabrese.

Da rilevare che mentre si evidenzia l’importanza di far parte di questa nuova Autority, i lavoratori portuali di Gioia Tauro organizzano un sit-in di protesta davanti alla sede dell’Autorità, denunciando: “Volumi in calo, zero investimenti, aumento esponenziali della richiesta di cassa integrazione, perdita salariale per i lavoratori”.

Il dibattito: Il porto nella nuova Autorità del Tirreno meridionale: opportunità da cogliere

Insomma, i primi effetti di tale accorpamento non sembrano incoraggianti. La decisione del Governo suscita non poche perplessità con rifermento al porto di Vibo Marina. Il suo ruolo rischia di essere marginale e quasi subalterno, quando invece potrebbe averne uno da protagonista. Il porto di Vibo Marina per l’importanza che ricopre meriterebbe una considerazione e una valorizzazione che l’inserimento nella neonata Autority difficilmente potrà garantire.

Quanto alla presenza di un rappresentante di Vibo nel Comitato di gestione, tale auspicio assomiglia, vagamente, a un’utopia con l’aggravante che essa rivelerà i suoi limiti in una prospettiva temporale breve. Da ricordare, infine, che la questione dei benefici cui Vibo Marina avrebbe diritto in conseguenza degli oneri che sopporta per la presenza dei depositi è stata puntualmente posta da vari amministratori comunali e di recente, dal consigliere regionale Giuseppe Mangialavori che al riguardo si è anche attivato mediante apposita iniziativa istituzionale. La vera questione, semmai, è legata a una classe politica regionale incapace di offrire e difendere un percorso di sviluppo fondato su scelte strategiche coraggiose e lungimiranti.

*Capogruppo Liberali per Vibo

 

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