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Andrea Niglia, a fronte della mancanza di risorse finanziarie per pagare i dipendenti ed assicurare i servizi essenziali, minaccia di chiudere strade e scuole

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“Andiamo a vedere le carte di Andrea Niglia. Come in una partita di poker, il presidente della Provincia di Vibo Valentia ha fatto il suo rilancio e ha messo sul tavolo verde l’imminente chiusura di 450 chilometri di strade vibonesi e la mancata riapertura a settembre di almeno la metà degli istituti di competenza provinciale. Se da Roma non arriveranno un po’ di euro per mandare avanti il baraccone, si chiude. Al ministero dell’Interno guidato dal calabrese Marco Minniti, ora si staranno chiedendo se sta bleffando. Una Provincia che chiude le strade, isola i centri dell’entroterra e tiene a casa gli studenti proprio quando l’attenzione delle famiglie è più alta, avrebbe un’eco nazionale. Un’iniziativa che non ha precedenti e che per la prima volta metterebbe il Paese dinnanzi alle contraddizioni di una riforma, quelle sulle Provincie, lasciata a metà, come spesso avviene in Italia, dove le buone intenzioni lastricano le strade che conducono al fallimento.

Pressato dai dipendenti senza stipendio da quasi 6 mesi, senza un euro per riparare le buche e pagare le bollette, Niglia ha tirato fuori l’orgoglio dell’ultima carta da giocare. A dire il vero non ha molto da perdere. Tornare alla ribalta delle cronache locali per fatti che non riguardano i fatti in cui è coinvolto, soprattutto come sindaco di Briatico, è già positivo. E poi questa volta viene voglia di fare il tifo per lui. Sta gridando che il re è nudo e vale la pena di ascoltarlo.

A meno che non bleffi. Chiudere strade e scuole lo esporrebbe a ritorsioni politiche di non poco conto. Le pressioni che potrebbero arrivare affinché continui ad abbozzare senza disturbare il manovratore, che al momento neppure si sa chi sia davvero, potrebbero essere molto forti. I giocatori al tavolo sono tanti. Il governo Renzi-Gentiloni ha altre grane a cui pensare, l’ultima è il terremoto di Casamicciola con tutti gli strascichi che si porta appresso. Minniti è in forte ascesa nel borsino politico italiano e non ha bisogno certo di un’esposizione su fatti che, sulla carta, nemmeno lo riguardano. Il presidente della Regione, Mario Oliverio, è stretto tra le polemiche su Belen e il dissenso interno che per la prima volta assume uno spessore preoccupante. Insomma, le sorti della Provincia di Vibo rappresentano un fastidio di cui tutti farebbero felicemente a meno.

Ma qui la situazione sta precipitando e Niglia non ha nessuna intenzione di fare il capro espiatorio di una riforma fatta a “muzzo”. Ecco allora l’azzardo. Il presidente della Provincia ha spinto sul tavolo tutte le fiches che aveva davanti e ora attende che parlino gli altri giocatori. Se verranno a vedere le sue carte ci sono solo due possibilità: o Niglia fa sul serio e a settembre sarà un casino oppure lascerà che gli avversari, per l’ennesima volta, vincano la puntata e si torni a dare le carte per un altro giro. In questo caso ricominceremo a fare gimkane tra le buche delle strade provinciali, le mamme torneranno a mettere santini di Padre Pio nelle tasche più recondite degli zaini dei propri figli sperando che le scuole non crollino, i dipendenti della provincia ricominceranno a implorare il prefetto, professori e studenti riprenderanno a soffiarsi nelle mani per scacciare il freddo dell’inverno che, come insegna il Trono di Spade, sta arrivando”. 

La Provincia di Vibo costretta a chiudere 450 km di strade e oltre la metà degli istituti scolastici

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