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GIA’ l’urgenza della procedura prefigurava una corsa contro il tempo tesa a scongiurare una nuova emergenza nel settore rifiuti, considerato che la ProgettAmbiente lascerà il servizio il prossimo 30 settembre.

Cronaca

Ora, come se non bastasse la ristrettezza dei tempi a complicare l’individuazione della ditta subentrante, un inconveniente è intervenuto a bloccare e rimettere in discussione una pratica già ben avviata. Sicché si è dovuto iniziare tutto daccapo, indicendo una nuova procedura negoziata, pubblicata oggi sull’albo pretorio del Comune. Alla base della revoca in autotutela del procedimento da parte dei competenti uffici comunali, la pubblicazione, sul quotidiano Gazzetta del Sud del 18 settembre scorso, dei nominativi delle ditte che avevano aderito alla manifestazione d’interesse bandita da Palazzo Luigi Razza. Un intoppo giunto proprio nelle battute finali di una procedura già nata sotto una cattiva stella, in seguito al serrato scambio di contestazioni tra il Comune di Vibo Valentia e la ProgettAmbiente. Fattori che, uniti ai crescenti disagi e all’annuncio della rinuncia da parte della ditta, avevano portato all’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente da parte del sindaco Elio Costa per “obbligare” l’azienda a proseguire il servizio fino alla fine del mese e comunque per il tempo necessario all’affidamento del servizio ad un nuovo gestore. Ma la divulgazione dei nominativi delle ditte (sei, cinque delle quali in possesso dei requisiti richiesti) ha convinto la dirigente del settore, Adriana Teti, a bloccare la procedura, in quanto, richiamata la normativa in materia, si ravviserebbe «l'illegittimità della procedura di gara». Via così ad una nuova manifestazione d’interesse, contenuta nella determina pubblicata questa mattina, e basata su parametri sostanzialmente identici a quella revocata (affidamento provvisorio per otto mesi per un importo di 2.112.000 euro), nella speranza che nessun nuovo intoppo si frapponga tra la burocrazia comunale e la fornitura di un servizio, quello della raccolta rifiuti, dal destino sempre più travagliato.

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