La denuncia del Sap: «A Vibo mezzi logori e mancano perfino le munizioni»

La segreteria provinciale del sindacato autonomo di Polizia si associa alla protesta del leader nazionale Tonelli esponendo le carenze in cui il personale si trova ad operare anche nel Vibonese.

La segreteria provinciale del sindacato autonomo di Polizia si associa alla protesta del leader nazionale Tonelli esponendo le carenze in cui il personale si trova ad operare anche nel Vibonese.

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Giubbotti antiproiettile in uso già scaduti, autovetture di servizio logore con più di duecentomila chilometri, vestiario insufficiente e inappropriato, personale sempre più vecchio con una media che rasenta i 50 anni, pulizie degli Uffici e delle caserme pressoché inesistenti e lezioni di aggiornamento professionale non all’altezza del periodo storico di allarme che stiamo vivendo.

Informazione pubblicitaria

È quanto denuncia il Sindacato autonomo di polizia (Sap) di Vibo Valentia, associandosi alla protesta che il segretario generale dello stesso sindacato, Gianni Tonelli, sta portando avanti attraverso uno sciopero della fame, denunciando le carenze nella dotazione strumentale in uso alle forze di polizia su tutto il territorio nazionale.

«Si parla tanto di terrorismo – affermano i suoi colleghi vibonesi – e poi mancano munizioni per allenarsi in poligono. Non si riescono a organizzare più di due volanti per turno e il Dipartimento continua a non inviare nuovi uomini nonostante l’allarme in relazione alla criminalità organizzata ed ai continui furti, rapine intimidazioni messi in atto su tutto il territorio. Tutto ciò è inaccettabile. Si continua a voler dare un’immagine di una polizia moderna, al passo con i tempi, quando invece spesso si sopperisce alle mancanze con iniziative personali poiché mancano fondi anche per le necessità più banali».

Dotazioni carenti e provvedimenti disciplinari, il Sap scrive a Mattarella

Per questo il Sap di Vibo Valentia afferma di «schierarsi apertamente al fianco del suo segretario generale (oggetto secondo i suoi colleghi di pesanti provvedimenti disciplinari da parte dell’amministrazione, ndr) affinché le istituzioni diano un’inversione di tendenza comprendendo i reali motivi che lo spingono allo sciopero della fame mettendo a serio rischio la sua salute, tutto per tutelare i poliziotti che rappresenta, quasi ventimila uomini e donne in divisa che non lo lasceranno mai solo».

Quindi l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché intervenga al più presto.