Pubblicita'

Carattere

La Corte di Cassazione dispone un nuovo processo di secondo grado a Catanzaro

Cronaca

Annullata con rinvio dalla Cassazione, per un nuovo processo d’appello a Catanzaro, la condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione inflitta a Giuseppe Accorinti, detto “Peppone”, 58 anni, pluripregiudicato e ritenuto dagli inquirenti il presunto boss di Zungri. In primo grado era stato condannato a 6 anni e 6 mesi per la coltivazione illecita di 250 piante di marijuana trovate dai carabinieri in località “Ciappeta” di Zungri. La condanna tenva anche conto della violazione della sorveglianza speciale.

La Cassazione ha quindi accolto il ricorso degli avvocati Giuseppe Bagnato e Francesco Sabatino, difensori di Giuseppe Accorinti (in foto a sinistra e sopra), che hanno sostenuto l’inutilizzabilità degli accertamenti tecnici e scientifici sulla verifica del principio attivo contenuto nelle piante di canapa indiana sequestrate. Anche la Procura generale della Cassazione aveva chiesto l’annullamento con rinvio della sentenza. Il ricorso è stato discusso in Cassazione dall’avvocato Giuseppe Bagnato. Giuseppe Accorinti si trova attualmente sotto processo anche dinanzi al Tribunale di Roma per narcotraffico (cocaina) nell’ambito dell’operazione “Replay”. In primo e secondo grado era stato condannato a 21 anni di reclusione 8° Vibo e Catanzaro) ma la Cassazione aveva annullato per incompetenza territoriale.