Pubblicita'

Carattere

Al via il nuovo processo d’Appello per l’operazione “Ragno” dopo l’annullamento delle condanne in Cassazione

Cronaca

Rinnovazione dibattimentale con l’escussione dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro del nuovo collaboratore di giustizia vibonese, Andrea Mantella. Questa la richiesta formulata dal Pg, Adalgisa Rinardo, nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Ragno” contro il clan Soriano di Filandari, scattata nel novembre 2011 ad opera dei carabinieri della Stazione di Vibo guidati dal comandante Nazzareno Lopreiato, coordinati dall’allora pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna. Un’inchiesta che ha permesso di ricostruire gli affari e gli assetti della “famiglia” Soriano di Pizzinni di Filandari e che aveva registrato il 28 maggio 2014 una raffica di assoluzioni per tutti gli imputati ad opera del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto all’epoca dal giudice Fabio Regolo (ora pm a Catania), e poi dure condanne in Appello a Catanzaro il 28 maggio 2015 con la Corte che aveva ribaltato la sentenza di primo grado. Il 20 aprile 2016, infine, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne ordinando un nuovo processo d’appello.

Il deposito delle dichiarazioni di Mantella. La Procura generale di Catanzaro, nel chiedere l’escussione di Andrea Mantella (in foto a sinistra), ha contestualmente depositato i verbali con le dichiarazioni sulla “famiglia” Soriano. Pochi racconti, in verità, ma che potrebbero tornare utili alla pubblica accusa per rafforzare la contestazione relativa all’associazione mafiosa contestata agli imputati. Andrea Mantella nei verbali depositati conferma infatti di aver appreso, in virtù del suo ruolo di vertice ricoperto in seno al clan Lo Bianco di Vibo Valentia, dell’esistenza di un “locale” di ‘ndrangheta a Filandari che farebbe capo ai fratelli Leone e Carmelo Soriano. Tale clan, ad avviso del collaboratore di giustizia, sarebbe “satellite” della più potente consorteria criminale dei Mancuso di Limbadi.

Leone Soriano

Le difese degli imputati, rappresentate dagli avvocati Diego Brancia, Giovanni Vecchio, Marzia Tassone, Daniela Garisto e Lopresti, si sono opposte alla rinnovazione del dibattimento. La Corte, ascoltate le parti, si è quindi riservata la decisione in ordine alla riapertura del processo con l’escussione di Andrea Mantella.

Francesco Parrota

Queste le condanne annullate con rinvio dalla Cassazione: Leone Soriano (in foto sopra), ritenuto a capo del clan, 15 anni e 6 mesi (1 anno e 6 mesi in primo grado per il solo reato di danneggiamento); Gaetano Soriano, fratello di Leone, 15 anni e 9 mesi (assolto in primo grado); Carmelo Soriano, figlio di Gaetano, 10 anni, 6 mesi e 13mila euro di multa (assolto in primo grado); Giuseppe Soriano, che 10 anni, 8 mesi e 13mila euro di multa; Graziella Silipigni, 3 anni, 4 mesi e 800 euro di multa (assolta in primo grado); Francesco Parrotta (in foto sopra)  9 anni e 6 mesi (assolto in primo grado). Tutti gli imputati, tranne la Silipigni, erano stati riconosciuti colpevoli di associazione mafiosa.

Graziella Silipigni
Carmelo Soriano  Graziella Silipigni                  Carmelo Soriano