Pubblicita'

Carattere

Nel corso della celebrazione per la Festa della mamma a Paravati il presule ha palesato le osservazioni poste dalla Congregazione della dottrina della fede. «La mistica - ha detto - non può essere ancora oggetto di aperta venerazione»

La celebrazione a Paravati
Cronaca

«Per quanto straordinaria sia stata la sua vita e la sua spiritualità, alla Congregazione della dottrina della fede permangono dubbi e perplessità che sto cercando con i denti di risolvere. Certamente ci riusciremo ma ci vuole tempo, pazienza e soprattutto fiducia. Quello che facciamo ora ci farà guadagnare tempo dopo». 

A riferirlo è stato il vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea, monsignor Luigi Renzo, nel corso della solenne celebrazione eucaristica in occasione del tradizionale raduno che ha richiamato migliaia di fedeli a Paravati di Mileto per la Festa della mamma. 

«La figura di Natuzza - ha aggiunto - è molto bella ma anche abbastanza complessa, soprattutto se non la si prende per il verso giusto dando di lei un’immagine sbagliata. Chiedo pazienza e prudenza nelle cose che si dicono e si fanno perché lo spontaneismo può portare errori». 

E infine, il vescovo, ha spiegato: «Per il bene di Natuzza non posso che seguire le indicazioni della Congregazione. Natuzza non può essere ancora oggetto di culto pubblico se prima la Chiesa non riconosce le sue virtù eroiche. Solo allora può partire la sua venerabilità. Dobbiamo avere pazienza - ha ribadito infine -. Questo non è mortificare la sua figura, non significa non amare Natuzza, ma tutto deve svolgersi nelle forme consentite dalla Chiesa».