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Il giudice Tribunale monocratico dispone la restituzione degli atti al pm per indeterminatezza del capo d’imputazione

Cronaca

Nullità del decreto che dispone il giudizio per indeterminatezza del capo d’imputazione  e immediata restituzione degli atti al pubblico ministero per le competenti determinazioni. Questa la decisione del Tribunale monocratico di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Graziamaria Monaco, nel processo che vedeva imputati: Antonino Macrì, 45 anni, di GerocarneGiuseppe Covato, 49 anni, di Triparni; Benito Sacchinelli, 29 anni, di Vibo Valentia; Daniele Comito, 30 anni, di Porto Salvo; Salvatore Serrao, 40 anni, di Pizzo Calabro; Piero Sabatino, 35 anni, di Gerocarne; Saverio Franco, 45 anni, di Vibo Valentia.

I reati di detenzione di sostanze stupefacenti vengono fatti risalire ad un arco temporale ricompreso fra il febbraio 2006 e l’ottobre 2007.

Secondo il giudice – che ha sciolto le riserve sulle eccezioni avanzate sul punto dai difensori degli imputati – dalla lettura dell’editto imputativo si “evince che le contestazioni sono articolate in modo farraginoso e generico, contenendo interi passaggi di intercettazioni ed ulteriori dati che non dovrebbero essere indicati nel capo d’imputazione ma oggetto specifico di prova, come ad esempio i servizi di Ocp”. Tale formulazione dei capi d’imputazione, secondo il giudice, impedisce di “valutare correttamente se, nel caso di specie, si possa configurare l’ipotesi attenuata della legge sugli stupefacenti ai fini della dichiarazione della prescrizione, emettendo un contrasto fra la prima parte della rubrica in cui si fa riferimento a quantitativi modici di sostanza stupefacente e la seconda parte in cui agli stessi soggetti si attribuisce la cessione, la vendita e il trasporto di un quantitativo imprecisato”.

Per tali motivi, il Tribunale monocratico presieduto dal giudice Graziamaria Monaco, ha dichiarato la nullità del decreto dispositivo del giudizio e restituito gli atti alla Procura. Fra gli imputati, Piero Sabatino (in foto) in altri procedimenti penali è stato ritenuto fra i soggetti più fidati del boss Bruno Emanuele di Gerocarne, oltre ad essere stato condannato nell'operazione antidroga denominata "Ghost", in cui figurava quale principale imputato.

Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Giuseppe Di Renzo, Luigi La Scala, Francesco Muzzopappa, Tony Crudo, Michele Ciconte e Lucio Aragona.

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