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Incredulità e sconcerto dopo il terribile fatto di sangue costato la vita a Francesco Prestia Lamberti. Tantissimi i messaggi a lui rivolti sui social da quanti l’hanno conosciuto e ora tracciano il profilo di un ragazzo modello

Francesco Prestia Lamberti
Cronaca

L’educazione è come l’eleganza... Se non ce l’hai non puoi fingere di averla”. E’ questo uno degli ultimi pensieri postati sulla sua pagina Facebook da Francesco Prestia Lamberti, il 16enne ucciso da un suo coetaneo e il cui cadavere è stato rivenuto questa mattina nelle campagne di Mileto.

Sulla sua bacheca, diffusasi la notizia del barbaro fatto di sangue, si sono moltiplicati i messaggi di amici e conoscenti, sgomenti per quanto è successo. Una giovane vita spezzata da un altro ragazzo, probabilmente, le indagini sono ancora in corso, per futili motivi. Mileto stamattina si è svegliata con la morte nel cuore.

Non devono succedere queste cose, dove è finita la bontà delle persone? Un giovane come te non può andarsene così, maledetto mondo”, scrive Antonio. “Amico mio, sto scrivendo su questa tastiera piangendo... non ci posso credere. Non mi potrai più rispondere, non ci sarai quando usciremo fra la nostra compagnia”, aggiunge Roberta.

E ancora Arianna: “Sarebbe una bella idea che tutti gli amici di Francesco organizzaste una fiaccolata in suo ricordo e per dimostrare affetto alla sua famiglia ma soprattutto per urlare giustizia! Voi siete il futuro, dimostrate che chi compie certi gesti è solo un puntino insignificante del mondo”.

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Infine, forse il pensiero più commovente, firmato Daniele: “Quando me l’hanno detto non ci ho creduto eppure è vero. Ci hai abbandonati ed ora siamo qui noi tutti a pensarti e a pensare ai momenti belli che ci hai regalato ed ai momenti in cui eravamo insieme... non sto facendo altro che guardare le tue foto e le nostre foto e piangere, e piangere ancora ma in fondo so che tu hai sempre detto che si deve ridere sempre e mai piangere come tu eri solito fare. Ricordo l’ultima frase che mi dicesti di persona: ‘Dove l’ignoranza parla l’intelligenza tace’. E tu sei stato zitto e come un angelo sei volato via. Eri una persona così semplice ma allo stesso tempo speciale per tutti... A presto amico mio”.

Parole struggenti che raccontano un sedicenne tranquillo che amava la vita, assaporata quotidianamente in tutte le sue sfaccettature, che aveva dei sogni nel cassetto. Intanto, tagliare il traguardo del diploma (frequentava l’Itis "Fermi" a Mileto) e poi coltivare una sua vera passione, ossia il calcio. Era, infatti, il capitano della squadra Allievi del Real Mileto.

Sogni, passioni, affetti che sono svaniti insieme a lui, in una serata primaverile. Sotto dei secolari alberi d’ulivo. Cancellati da un altro ragazzo.

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