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Il Tribunale dell’Appello di Catanzaro accoglie l’istanza della difesa. Il gip aveva invece confermato l’ordinanza in carcere

Cronaca

Il Tribunale dell’appello di Catanzaro, a cui si erano rivolti i difensori dell’ex assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno, 52 anni, per chiedere di riformare la precedente decisione del gip di confermare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere (respingendo apposita istanza dei legali) hanno deciso di concedere gli arresti domiciliari nei confronti del politico di Serra San Bruno. Nazzareno Salerno lascia così il carcere per gli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta denominata “Robin Hood” scattata il 2 febbraio scorso. Nazzareno Salerno - la cui ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata confermata anche dal Tribunale del Riesame - è difeso dagli avvocati Enzo Gennaro e Domenico Naccari.

E’accusato di aver favorito l’imprenditore Ortensio Marano ed una sua società nella gestione dei fondi del Credito sociale in cambio del versamento di denaro a titolo di tangenti.

Nazzareno Salerno, consigliere regionale di Forza Italia all’atto dell’arresto, è poi accusato di abuso d’ufficio in quanto da assessore regionale al Lavoro si sarebbe ingerito nelle prerogative dei dirigenti amministrativi della Regione Calabria circa il contenuto da dare ad un provvedimento del 21 marzo 2014, pretendendo che l’istruttoria degli aspiranti al beneficio di cui al progetto di “Credito Sociale” fosse svolta da un organismo creato ad hoc, ovvero il “Comitato di Gestione”, appositamente nominato anziché avvalersi delle personalità interne all’ente e che non avrebbero comportato costi aggiuntivi.

Così facendo, Nazzareno Salerno è accusato di aver nominato nel Comitato di gestione “Antonio Cusimano, Francesco Perri, Luigi Gullo, Francesco Lia e Valerio Grillo”, quest’ultimo già coordinatore a Vibo Valentia di Forza Italia. Il tutto aggravato dal fatto che Nazzareno Salerno avrebbe favorito tali nominati intenzionalmente ed al fine favorirli “esclusivamente per motivi personali e privati, in particolare con Cusimano per via di rapporti di amicizia, con Valerio Grillo dell’appoggio elettorale”. Con tale condotta avrebbe procurato ai nominati un ingiusto profitto partrimoniale, pari alle somme incamerate in forza dei contratti professionali stipulati con danno ingiusto di rilevante gravità per la Regione Calabria stimato in oltre 237 mila euro.

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