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Domani l’assemblea dei soci chiamata a ricucire lo “strappo” e a decidere sulle richieste del vescovo di Mileto monsignor Luigi Renzo

La grande chiesa voluta da Natuzza a Paravati
Cronaca

Il prossimo 31 luglio, questa la data ultima entro la quale la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati è chiamata a modificare il proprio statuto. Qualora ciò non fosse, toccherà al vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo trarne le conseguenze e prendere le dovute decisioni in merito.

Molte le opzioni a disposizione del presule, tra cui quella estrema del ritiro all’Ente, nato come associazione nel maggio del 1987 alla presenza della mistica con le stigmate Natuzza Evolo, del decreto di religione e di culto. Si capisce bene, allora, come l’assemblea straordinaria dei soci di domani mattina, convocata proprio per la discussione e deliberazione di alcune parti dello statuto, rappresenti un momento cruciale per il proseguo dell’attività della Fondazione, voluta dall’umile donna calabrese su espressa richiesta della Vergine, e, più o meno direttamente, anche per l’iter di consacrazione della Grande Chiesa, di fatto conclusa all’interno della Villa della Gioia, e dello stesso processo di beatificazione che sta riguardando “Mamma Natuzza”.

Nove i punti oggetto di modifica. Tra questi l’articolo 3, che in caso di approvazione da parte dell’assemblea prevede che la Chiesa dedicata al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” sia destinata al culto pubblico sotto forma di Rettoria, “in vista anche di una sua eventuale elevazione a Santuario Diocesano ad opera dell'Ordinario Diocesano”. La cura e gestione della stessa, invece, sarebbero “di esclusiva pertinenza della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, regolamentate tramite la stipula di un Disciplinare tra le parti in forma pubblica per notaio”, mentre rimarrebbe in ogni caso alla Fondazione “la proprietà e la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'intero complesso”.

Altro articolo controverso è il 10 che, una volta modificato, alla scadenza porterebbe dagli attuali nove a undici i componenti del consiglio d’amministrazione. Di esso non farebbero più parte di diritto il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e il parroco della locale comunità di Santa Maria degli Angeli. Sarebbero di stretta “nomina dell’autorità ecclesiastica diocesana”, tuttavia, tre dei membri dello stesso organismo direttivo.

Sul territorio, una volta appresa la notizia della richiesta episcopale di modifica dello statuto, si è aperta la discussione fra i pro e i contro, tra chi pensa che in questo caso si andrebbe contro le volontà espresse nel testamento spirituale da Natuzza, e chi, al contrario, ricorda che in vita l’umile donna di Paravati ha sempre espresso grande obbedienza, docilità e rispetto nei confronti del “suo” vescovo, sia quando negli anni trenta un dubbioso monsignor Paolo Albera diede disposizioni che venisse ricoverata in osservazione presso l’Ospedale psichiatrico di Reggio Calabria, e sia quando, in seguito ad alcune problematiche emerse, all’allora monsignor Domenico Cortese diede la sua disponibilità a non ricevere i tanti pellegrini che giornalmente venivano a trovarla.

La “patata bollente”, mentre i veri figli spirituali di “Mamma Natuzza” attendono opportunamente in silenzio e preghiera, passa adesso all’assemblea dei soci, la quale dovrà decidere se approvare o no le modifiche allo statuto proposte da monsignor Renzo, oppure se attuare lo “strappo” e procedere imperterrita per la propria strada.

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