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Confermato lo strappo con il vescovo, da oggi appare ancora più lontana la consacrazione della Grande Chiesa

Cronaca

Non passano le riforme statutarie della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, richieste dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo in vista della futura consacrazione della Grande Chiesa. Sabato mattina, infatti, l’assemblea straordinaria dei soci fondatori ha espresso a larga maggioranza il suo No al cambiamento. Tra presenze effettive e deleghe sono stati 130 i votanti nell’auditorium dell’ente. Alla fine, ad esprimere il Sì alla rimodulazione di nove degli articoli presenti nel documento sono stati appena una ventina, a dimostrazione del fatto che non erano bastate le recenti sottolineature del prelato in ordine alla circostanza che le modifiche apportate erano state decise in piena sintonia e con la consulenza dell’ufficio giuridico della Conferenza episcopale, della Nunziatura apostolica in Italia, della Segnatura apostolica e della Segreteria di Stato Vaticana. 

Tra gli interventi in assemblea, anche quello del professore Valerio Marinelli, autore di una decina di volumi dedicati a Natuzza Evolo, il quale nell’occasione ha raccontato ai presenti un aneddoto a riprova della totale obbedienza alla chiesa dimostrata dalla grande mistica in vita. Il momento in cui, nel lontano 1986, nella riunione propedeutica alla nascita dell’associazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, lei volle sottolineare con risolutezza ai partecipanti che, nel caso l’allora vescovo monsignor Domenico Cortese non avesse dato il suo assenso, tutti si sarebbero dovuti uniformare a tale decisione. A questo punto, preso atto della bocciatura delle riforme, toccherà a monsignor Renzo prendere le opportune decisioni al riguardo. Scegliere se rompere in maniera definitiva con la Fondazione o magari, una volta lette le motivazioni alla base della votazione e appreso il contenuto degli interventi dei singoli associati allegati al verbale, prendere eventualmente atto che ci sono le condizioni per un disperato tentativo di conciliazione.

Al di là dei facili proclami, la sensazione è che dall’assemblea dei soci fondatori di sabato mattina nessuno sia uscito vincitore e, soprattutto, che i tempi per l’attesa consacrazione della Grande Chiesa si siano ulteriormente dilazionati, con buona pace dei tanti figli spirituali della mistica di Paravati sparsi per il mondo.

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