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Partita dalla Cattedrale, l’iniziativa si è conclusa davanti al cancello della Villa della Gioia di Paravati. Attesa per l’incontro richiesto dal direttivo dell’Ente al presule miletese 

La fiaccolata a Mileto
Cronaca

Mille, millecinquecento unità, queste secondo fonti accreditate le persone che ieri sera hanno partecipato alla “Fiaccolata silenziosa” di preghiera promossa da “un gruppo di credenti, motivati dall’amore verso Gesù, la Madonna e mamma Natuzza”, al fine di chiedere al vescovo Luigi Renzo di fare un passo indietro sulla revoca del decreto di Religione e di Culto alla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati. Una decisione, quella del presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, presa di recente dopo che l’assemblea dei soci fondatori dell’Ente aveva bocciato la sua proposta di riforma dello Statuto, in vista della consacrazione della “Grande chiesa”.

La fiaccolata, rivolta “a tutti coloro i quali ne condividono l’intento”, al motto “Fate cenacoli di Preghiera” presente sullo striscione di apertura del corteo e sulle tante magliette bianche dei partecipanti, è partita alle 20.30 circa dal piazzale antistante la cattedrale di Mileto, chiesa madre della diocesi. Per rispetto, al termine della processione di San Rocco e dei conseguenti fuochi d’artificio, organizzata nella vicina parrocchia nell’ambito della festa patronale. L’iniziativa, in rapida successione, si è quindi diramata lungo alcune vie della cittadina normanna, per poi proseguire per alcuni chilometri sulla Statale 18 in direzione Paravati, sino al cancello della Villa della Gioia.

Una fiaccolata contrassegnata da momenti di preghiera e di intensa commozione, sentimento che ha raggiunto il suo culmine allorquando gli organizzatori hanno riproposto la voce di Natuzza Evolo, l’umile donna morta nel giorno di Ognissanti del 2009 a cui in tanti si ispirano. Elevando “con fede sincera” a Dio e alla Madonna “una supplica, una richiesta di grazia, proprio sull’esempio della mistica che ha sempre ripetuto: “Io ho avuto sempre fiducia in Gesù e nella Madonna”, affinché la Fondazione “torni ad essere un luogo di rifugio, di preghiera, per ristorare lo spirito e il corpo, dove tutti hanno incontrato Dio e Maria nelle diverse attività di fede e di carità finora intraprese”.

La manifestazione, così come fatto sapere dagli organizzatori, ha visto anche la presenza di qualche sacerdote ed “è stata abbracciata spiritualmente da tante e tante persone dalle loro località che simbolicamente hanno acceso un cero riunendosi in preghiera”, così come negli Stati Uniti e in Libano, a Damour, “dove un padre missionario ha coinvolto la propria comunità per unirsi alla preghiera silenziosa sviluppatesi lungo il percorso che dalla Cattedrale è giunto fino ai cancelli della Villa della Gioia”.

Il decreto di religione e di culto alla Fondazione era stato concesso anni fa da monsignor Domenico Cortese, predecessore del vescovo Renzo. Dopo la recente revoca del provvedimento, il neo presidente Marcello Colloca a nome del direttivo ha chiesto al presule un incontro per cercare una conciliazione. L’incontro si farà, molto probabilmente nei prossimi giorni. Resta da capire su quale basi.

Il video-servizio realizzato da Saverio Caracciolo per Il Vibonese:

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