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Nel corso della cerimonia, il vescovo Luigi Renzo ha invitato a collaborare con le forze dell’ordine per fare piena luce sull’omicidio avvenuto a Mileto

Cronaca

Tanti i momenti degni di nota nell’ambito della festa patronale “Maria Santissima del Rosario” conclusa a Vibo Valentia. Particolarmente toccante e denso di significato è apparso ai presenti quello vissuto nella chiesa dell’omonima Confraternita retta da monsignor Filippo Ramondino e dal priore Francesco Colelli, nel corso della cerimonia di assegnazione dell’annuale riconoscimento “Mater Admirabilis” in onore della maternità. Attimi di intensa commozione, per un omaggio quest’anno dato a Marzia Luccisano, madre del giovane 15enne Francesco Lamberti Prestia, barbaramente ucciso nel maggio scorso a Mileto da un suo coetaneo, “che nel buio dell’immane dolore per la tragica morte del figlio ha saputo diffondere luce di speranza e di liberazione per tutti i figli di questo tempo nel nome di Dio e dell’amore”.

 A consegnare nelle mani della donna l’omaggio, il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Luigi Renzo, il quale nell’occasione ha ribadito il dovere di collaborare con le forze dell’ordine per dipanare i tanti coni d’ombra che ancora avvolgono la vicenda. Dal canto suo, la coraggiosa madre ha sottolineato che il bene dei giovani “richiede il coraggio di denunciare, di non essere omertosi di fronte al male che vuole distruggere il cuore delle famiglie”. “Mamma Marzia - si legge nelle motivazioni alla base del riconoscimento - ha provato come Maria Santissima Addolorata la tragedia lacerante del dolore. La sua presenza composta, orante, dignitosa e perdonante, davanti alla croce di un delitto e dal distacco fisico dal figlio da lei generato, è stata di esempio per la comunità e di sprone per una profonda meditazione. Da un cuore lacerato di madre parte la potenza di sapere e volere lottare contro il male dell’indifferenza, dell’omertà e della rassegnazione. Non con la violenza che chiama violenza, ma con l’appello ad essere giusti per fare giustizia, di essere pacifici per portare pace, di fare intelligente e coraggioso argine ad ogni forma di male. È il suo sofferto, profetico, credibile invito a tornare ad essere educatori autentici, coerenti, responsabili, partendo anzitutto dalla famiglia, sostenuta amorevolmente dalla Scuola, dalla Chiesa, dallo Stato”.

Sposata con Guido e mamma di tre figli (Francesco era il più piccolo), Marzia Luccisano ha vissuto il dolore più atroce che si potesse sperimentare, quello di una madre che vede la sua giovane creatura assassinata in modo efferato da un coetaneo. In questo contesto, dunque, l’omaggio “Mater Admirabilis” assume un significato ancora più alto, che va oltre i semplici sentimenti di stima e vicinanza, e amplia il suo raggio d’azione verso “l’impegno fraterno per far avanzare nella quotidianità questo messaggio e questa testimonianza, sgorgati dal cuore tenero e addolorato di una madre e, per tale motivo, meritevole della più alta considerazione; per il bene di tanti figli verso i quali il sacrificio di Francesco e il dolore di una mamma possono essere coraggioso incitamento per un futuro migliore”. 

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