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La Procura della Corte dei Conti avanza richiesta di condanna per tre dirigenti e tecnici della Provincia. Chieste quattro assoluzioni

Cronaca

Avrebbero provocato un danno erariale alla Provincia di Vibo per un totale di 7,5 milioni di euro in relazione alla costruzione della Tangenziale Est di Vibo Valentia. Cifra che per la Procura della Corte dei Conti va ripartita in solido fra: Francesco Giuseppe Teti, dipendente della Provincia di Vibo, tecnico incaricato della realizzazione dei progetti della Tangenziale e responsabile del procedimento; Gianfranco Comito, all’epoca dei fatti dirigente della Provincia e tecnico incaricato della redazione dei progetti della Tangenziale; Leoluca Greco, dipendente della Provincia ed assistente di cantiere, nonché direttore dei lavori per la messa in sicurezza della collina sovrastante la strada e soggetto che ha certificato l’ultimazione delle opere.

Le richieste di assoluzione. Per via della c.d. “scriminante politica”, la Procura contabile ha invece chiesto l’assoluzione per gli ex presidenti della Provincia di Vibo, Gaetano Bruni e Francesco De Nisi, che avrebbero omesso - secondo l’iniziale ipotesi accusatoria - di denunciare alle autorità i pericoli verificatesi nel corso dei lavori. Altre richieste di assoluzione sono arrivate poi per: Maria Giovanna Conocchiella, dipendente della Provincia ed anche lei incaricata della redazione dei progetti della Tangenziale; e per l'architetto Marcello De Vita, dipendente della Provincia e responsabile del procedimento relativo alla costruzione della Tangenziale.

In precedenza l’archiviazione era stata chiesta anche per Rachelina Bruni, Carmine Armellino e per il primo presidente della Provincia Vincenzo Romeo, già usciti da tempo dall’inchiesta contabile.

L’inchiesta. All’inchiesta lo scorso anno ha partecipato anche il Genio militare del decimo “Reparto Infrastrutture” dell’Esercito italiano che ha provveduto, proprio su delega della Sezione giurisdizionale calabrese della Corte dei Conti, ad acquisire nella sede di palazzo “Bitonto” della Provincia di Vibo Valentia una copiosa documentazione inerente la Tangenziale Est, l’opera pubblica che ha sventrato un’intera collina sotto il castello Svevo Normanno e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto collegare la provinciale per Stefanaconi al bivio di Sant’Onofrio  poi alla provinciale per il bivio dell’A3. Un’opera sequestrata dalla Procura di Vibo per pericoli di crolli e per accertare responsabilità penali, mentre parallelamente la Procura della Corte dei Conti ha aperto un procedimento contabile per danno erariale. In tale contesto, il Genio militare è stato nominato dalla Sezione giurisdizionale contabile quale Ctu ed in tale veste è avvenuta l’acquisizione di diversa documentazione inerente le opere di completamento della Tangenziale Est, il progetto di variante ed i progetti per la messa in sicurezza.

L’accusa. Per la Procura contabile, Gianfranco Comito, Francesco Giuseppe Teti e Leoluca Greco sarebbero i responsabili della mancata realizzazione della Tangenziale e delle sue condizioni disastrose ed altamente pericolose, con conseguente danno ascrivibile ad un loro preciso comportamento doloso (tant’è che vi è un sequestro penale dell’arteria) legato a gravi presunte inosservanze dei doveri di diligenza e perizia professionale, oltre alla presunta trasgressione delle regole di buona amministrazione che avrebbero arrecato pregiudizi economici enormi a carico dell’ente Provincia.

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giuseppe Di Renzo, Giovanni Lacaria, Donatella Garrì, Bruno Ganino, Domenico Colaci, Marcello Colloca e Franco Giampà. 

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