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Nel processo “Costa pulita” il teste dell’accusa non ha risparmiato sindaci, assessori e consiglieri comunali, dall’ex primo cittadino Francesco Prestia all’attuale Andrea Niglia

Cronaca

Quasi tre ore di deposizione oggi nel processo “Costa pulita” dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Lucia Monaco, a latere i giudici Pia Sordetti e Giovanna Taricco) per il tenente colonnello Vittorio Carrara sino all’agosto 2014 alla guida del comando del Reparto operativo di Vibo Valentia e fra i principali investigatori dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro scattata con numerosi arresti nell’aprile dello scorso anno.

Rispondendo alle domande del pm, Annamaria Frustaci, il teste ha offerto uno spaccato lucido quanto attuale dei condizionamenti dei clan Accorinti e Bonavita sulla vita politico-amministrativa del Comune di Briatico. E non sono mancati diversi particolari inediti.

 Vittorio Carrara ha spiegato in aula di aver fatto parte della Commissione di accesso agli atti, nominata dalla Prefettura di Vibo Valentia, che nel 2012 ha portato allo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Briatico per gravi infiltrazioni mafiose. All’epoca sindaco di Briatico era Francesco Prestia (che ha scelto il processo con rito abbreviato e per il quale il pm ha già avanzato richiesta di condanna a 2 anni di reclusione).

“La Commissione di accesso agli atti insediata ad aprile 2011 – ha riferito il colonnello in aula  – ha preso in esame un arco temporale che copre due amministrazioni, quella di Andrea Niglia, sindaco nel 2005, e quella di Francesco Prestia, insediata nel 2010. In particolare, il nostro lavoro si è concentrato sugli avvenimenti che vanno dal gennaio 2007 al 2012, poco prima dello scioglimento e siamo giunti alla conclusione che vi sono state evidenti situazioni di condizionamento mafioso sia nell’amministrazione Niglia del 2005 che in quella di Prestia”.

 Il teste ha poi ricordato che anche nel 2003 l’amministrazione comunale di Briatico “guidata dal sindaco Costantino Massara (in foto) è stata sciolta per infiltrazioni mafiose, con la Commissione di accesso agli atti che ha preso in esame pure la precedente amministrazione guidata dal sindaco Casuscelli Di Tocco. In pratica – ha riferito Carrara – abbiamo riscontrato una continuità di condizionamento dei clan sull’attività del Comune di Briatico su quattro amministrazioni comunali. Un unico filo-conduttore in cui è emerso il condizionamento delle cosche ed in particolare delle figure di Antonino Accorinti e Pino Bonavita”.

 Lo stesso Antonino Accorinti, indicato come il presunto boss di Briatico (per il quale il pm nel processo in abbreviato ha già chiesto 20 anni di carcere), che negli anni ’80 e ’90, per come ricordato dal colonnello Carrara, è stato anche “consigliere comunale ed assessore, mentre il fratello Vincenzo Francesco Accorinti, detto “Franco”, è stato vicesindaco nell’amministrazione guidata da Costantino Massara, poi sciolta per infiltrazioni mafiose”.

Le elezioni del 2010 e l’amministrazione Prestia. Rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, il teste ha ripercorso quindi una serie di avvenimenti quanto mai sintomatici del condizionamento dei clan sulle elezioni comunali e sulla vita politico-amministrativa dell’ente locale. “All’elezione a sindaco di Francesco Prestia, il 30 marzo 2010 abbiamo infatti assistito – ha sottolineato il teste – a caroselli di auto per festeggiare la vittoria elettorale, con i figli di Antonino Accorinti intenti a gridare e cantare per le strade “Abbiamo vinto, i padroni di Briatico siamo noi…”. Festeggiamenti plateali ai quali il colonnello ha ricordato che hanno preso parte “Francesco Campora, Rocco Morello, Antonio Accorinti figlio di Antonino, Leonardo Melluso, Simone Melluso, Emanuele Melluso, Domenica Jessica Franzè, figlia di Domenico Franzè, Samuele Franzè, Vincenzo Francesco Accorinti, fratello di Antonino, Giuseppe Morello e Fausto Arena”, tutti personaggi noti alle forze dell’ordine per legami parentali e guai con la giustizia.

 I legami fra le amministrazioni Prestia e Massara. Su specifica domanda del pm Frustaci, il teste Carrara è così andato ancor più nel dettaglio, spiegando chiaramente alcuni dati. “Francesco Prestia, eletto sindaco nel 2010, è stato consigliere comunale nel 1997 nell’amministrazione del sindaco Casuscelli Di Tocco e poi consigliere ed assessore al Bilancio nella giunta del sindaco Costantino Massara sciolta nel 2003 per mafia. Lo stesso Costantino Massara – ha ricordato Carrara – che attualmente è di nuovo assessore con sindaco Andrea Niglia”.

Ed ancora: “Assessore e vicesindaco con Prestia era Massimo La Gamba – ha sottolineato ancora il teste – il quale era stato consigliere anche nel 2002 con Costantino Massara sindaco, subentrando al dimissionario cugino Fausto Arena, quest’ultimo arrestato nell’inchiesta Panta Rei sui falsi esami all’Università di Messina”.

Quindi il colonnello si è soffermato sulla figura dell’avvocato Domenico Marzano, assessore ai Lavori pubblici ed all’Urbanistica al Comune di Briatico con la giunta Prestia e sotto processo in “Costa pulita”. Il teste Vittorio Carrara ha precisato che dagli accertamenti dei carabinieri risultavano “frequentazioni fra Marzano e Antonino Accorinti e fra lo stesso Marzano ed Antonio Accorinti, figlio di Antonino”. Come portiere nell’hotel Marzano a Briatico dal “2009 al giugno 2011 era stato assunto proprio Antonino Accorinti, che era dunque un dipendente dei Marzano”.

Altro assessore di Francesco Prestia era poi “Vincenzo Savino che però si è dimesso – ha ricordato il teste – nell’agosto del 2011 dopo aver denunciato un danneggiamento a scopo intimidatorio”.

Assessore allo Sport nella giunta Prestia figurava invece “Gennaro Melluso, la cui cognata – ha svelato Carrara – è sposata con Bruno Emanuele di Sorianello, il famoso Emanuele del processo Luce nei boschi. Testimone di nozze di Gennaro Melluso è risultato essere Antonino Accorinti, mentre lo stesso Melluso dalle nostre indagini è emerso in collegamento anche con il figlio di Pino Bonavita, con Giuseppe Granato e con Antonio Accorinti”.

Infine, per quanto attiene all’amministrazione Prestia, il teste ha ricordato l’assessore “Milena Grillo, sposata con Fausto Melluso, con quest’ultimo – ha ricordato il colonnello dell’Arma – che è risultato aver percepito redditi da una società che gestiva il villaggio Green Garden poi sequestrato in Costa Pulita in quanto ritenuto riconducibile agli Accorinti ed ai Bonavita”.

Gli ex consiglieri comunali. Andando ad analizzare i consiglieri comunali di maggioranza dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Prestia, il teste Carrara si è soffermato su “Graziano Spasari, sposato con Jessica Franzè e quindi suocero di Domenico Franzè, quest’ultimo pregiudicato per vari reati e noto alle forze dell’ordine. Spasari è inoltre cognato – ha aggiunto il colonnello – con Simone Melluso, imputato in Costa pulita, ed è risultato frequentare diversi personaggi a noi noti come: Antonino Tedesco, Stefano Ursino, Biagio Famà, Emanuele Melluso, Vincenzo Francesco Accorinti, Michele Bruzzese, Felice Loiacono e Leonardo Melluso”.

 L’allora consigliere comunale Sergio Bagnato (per il quale il pm nel processo in abbreviato ha già chiesto 2 anni di reclusione), secondo il colonnello dell’Arma, è invece “una figura di rilievo, una delle massime espressioni – ha ricordato – dell’infiltrazione del gruppo di Nino Accorinti nel Comune di Briatico. Numerosi risultano i rapporti di frequentazione fra Sergio Bagnato e Antonio Accorinti, Vincenzo Francesco Accorinti, Domenico Garrì, Serafino Grasso, Enzo Belvedere, Emanuele e Simone Melluso, Francesco Marchese, Giuseppe Prostamo. Inoltre Sergio Bagnato – ha riferito ancora il teste – era il presidente di un’associazione culturale che ha organizzato nell’agosto del 2010 a Briatico il concerto del rapper J.Ax. In tale occasione alcune transenne abusive vennero posizionate per far pagare 5 euro agli spettatori da parte di Antonio Accorinti, Greta Accorinti e Marco Borrello, quando il concerto doveva invece essere gratuito. Nell’occasione – ha riferito Carrara – si è assistito all’ira furibonda di Antonio Accorinti intervenuto nei confronti del sindaco Francesco Prestia che aveva dato ordine di rimuovere le transenne. Sindaco che dopo i rimproveri da parte di Antonio Accorinti si è allontanato dal luogo del concerto”.  

 Gli altri consiglieri. Nella sua deposizione, il colonnello Vittorio Carrara è poi passato ad elencare altri consiglieri comunali. Come “Gianfranco Bulzomato, segnalato per diverse denunce e dimissionario il 12 agosto 2011”.O come “Carlo Staropoli (in foto), presidente del Consiglio comunale – ha rimarcato il teste – nell’amministrazione Prestia poi sciolta per mafia, dimissionario il 12 agosto del 2011 ed attualmente assessore con Andrea Niglia sindaco”, ed ancora “Nicola Anile che ci risulta in documentate frequentazioni con Franco Accorinti e che si è dimesso nell’agosto del 2011. A lui è subentrato in Consiglio comunale Antonio Ventrice, a noi carabinieri noto – ha spiegato ancora il teste - per truffa e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che per frequentazioni con Antonino Accorinti, Francesco Campora e Salvatore Muggeri. Antonio Ventrice è stato inoltre assessore al Verde pubblico nel 2005 con Andrea Niglia sindaco che l’ha poi sollevato dall’incarico per divergenze interne e si è candidato nel 2010 con Prestia”.

 I passaggi su Andrea Niglia. La deposizione di Vittorio Carrara si è poi concentrata sulla figura di Andrea Niglia, attuale sindaco di Briatico e presidente della Provincia di Vibo, già primo cittadino di Briatico dal 2005 al 2010. “Andrea Niglia – ha spiegato il colonnello – emerge subito dai nostri accertamenti all’indomani delle elezioni comunali del 2010 vinte da Francesco Prestia. Andrea Niglia è infatti sposato con Alessia Cavallaro, figlia di Rosa Maria Bonavita, sorella di Pino Bonavita che noi indichiamo al vertice del clan di Briatico. Rosa Maria Bonavita è stata inoltre consigliere comunale di maggioranza con sindaco Costantino Massara e vicesindaco Vincenzo Francesco Accorinti, amministrazione di Massara sciolta nel 2003 per infiltrazioni mafiose. Rosa Maria Bonavita – ha continuato il teste – è quindi la suocera di Andrea Niglia. Alessia Cavallaro è inoltre nipote diretta di Francesco Cavallaro di Briatico, a noi noto per essere stato coinvolto nell’operazione Odissea del 2006 con le accuse di usura ed estorsione. A noi investigatori dell’Arma – ha precisato ancora Carrara – risultano infine frequentazioni di Andrea Niglia con l’imprenditore Giuseppe Granato, coinvolto in Costa Pulita, Alessandro Fiorillo, noto ai carabinieri per violazioni della legge sugli stupefacenti, e frequentazioni risalenti al 22 luglio 2006 con Giuseppe Francesco Niglia di Briatico, quest’ultimo – già sorvegliato speciale - poi coinvolto nell’operazione Odissea”.

 L’attuale amministrazione Niglia. Il colonnello Vittorio Carrara è infine passato ad elencare alcuni dati sull’attuale amministrazione comunale di Briatico guidata da Andrea Niglia eletta nel maggio 2014 con una lista unica che si è presentata alle elezioni. Costantino Massara, leader provinciale a Vibo Valentia del movimento politico “Fare con Tosi”, la cui amministrazione nel 2003 è stata sciolta per infiltrazioni mafiose “è ora assessore con Andrea Niglia al pari di Carlo Staropoli nel 2010 candidato con Prestia”. Ma dell’amministrazione di Massara sciolta per infiltrazioni mafiose, il colonnello ha ricordato che faceva parte anche l’allora consigliere comunale “Salvatore Bagnato, rieletto nel 2014 con Niglia”. Sull’attuale consigliere comunale Immacolata Desirè Bonaccurso, l’alto ufficiale dell’Arma ha invece spiegato: “E’ sorella di un avvisato di pubblica sicurezza, nonché cugina con due persone a noi note per vicende di polizia”. Ed ancora: “Il consigliere comunale Michele Cutellè, già candidato con Niglia nel 2005, è sposato con Teresa Bonavita”, mentre l’assessore “Rosaria Garrì è sposata con Michele Carnovale di San Gregorio, già avvisato di pubblica sicurezza nonché cognato di Vincenzo Fiarè di San Gregorio d’Ippona”.

 Attualmente la Prefettura di Vibo Valentia ha nominato al Comune di Briatico una nuova Commissione di accesso agli atti per accertare eventuali infiltrazioni mafiose.

 Passando infine alla gestione del servizio della rete idrica, il tenente colonnello Vittorio Carrara ha sottolineato che la sua gestione a Briatico è stata appannaggio esclusivo di Filippo Bonavita, idraulico e fratello di Pino Bonavita. Sia sotto l’amministrazione Niglia dal 2007 al 2010 e sia sotto l’amministrazione Prestia, secondo le indagini degli inquirenti si è assistito “al ricorso in maniera abnorme della somma urgenza per i lavori pubblici, che evita le gare d’appalto, specie nel settore idrico”.

La prossima udienza del processo "Costa pulita", sempre con l’escussione del colonnello Carrara, è prevista per il 15 novembre.

In foto dall'alto verso il basso: il tenente colonnello Vittorio Carrara, Costantino Massara, Antonino Accorinti, Francesco Prestia, Sergio Bagnato, Carlo Staropoli e Andrea Niglia. 

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