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Dopo oltre dieci anni dall’operazione della Squadra Mobile di Vibo, la sentenza assolutoria della Corte d’Appello di Catanzaro

Cronaca

La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto “perché il fatto non sussiste” Pantaleone Mancuso, 56 anni, detto Scarpuni, di Nicotera Marina, e Nazzareno Colace, 53 anni, di Portosalvo al termine del processo nato dalle operazioni denominate “Breccia 1” e “Breccia 2”. Anche la pubblica accusa aveva chiesto l’assoluzione. In primo grado erano stati condannati a 12 e 9 anni di reclusione per estorsione ai danni dell’imprenditore ittico Vincenzo Ceravolo di Vibo Marina.

In “Breccia 2” veniva invece contestato agli  imputati di aver esercitato pressioni sull’imprenditore di Briatico, Giuseppe Grasso (a sua volta testimone di giustizia) per screditare la testimonianza di Vincenzo Ceravolo. Le due operazioni erano state poi riunite in un unico procedimento. Nel processo d’Appello la pena per Pantaleone Mancuso era stato portata a 14 anni e 6 mesi, mentre quella per Colace era stata ridotta a 4 anni e 6 mesi. La Cassazione aveva però annullato con rinvio il verdetto del 2009 ed oggi una nuova sezione della Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto i due imputati. Pantaleone Mancuso era difeso dall'avvocato Francesco Calabrese, Colace dall'avvocato Francesco Gambardella.

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