Pubblicita'

Carattere

E’ stato ritenuto responsabile di aver ucciso nell’agosto dello scorso anno un agricoltore di 74 anni. La Procura di Vibo aveva chiesto l’ergastolo

Cronaca

Esclusione delle aggravanti della futilità dei motivi e della premeditazione nel delitto. Per tali motivi il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Giovanna Taricco, al termine del processo con rito abbreviato ha condannato a 16 anni di reclusione di Cosma Damiano Sibio, 50 anni, accusato di aver ucciso il pomeriggio del 15 agosto dello scorso anno a San Calogero l’agricoltore Domenico Antonio Valenti, 74 anni. Il pm Claudia Colucci aveva chiesto la condanna dell’imputato alla pena dell’ergastolo.

E’ stata quindi accolta dal giudice la tesi sostenuta dall’avvocato Giovanni Vecchio, difensore dell’imputato, che si è battuto per il riconoscimento dell’attenuante della provocazione nel fatto di sangue e per la concessione delle attenuanti generiche, atteso che Cosma Damiano Sibio si era subito consegnato ai carabinieri. Il giudice, alla fine, ha escluso la doppia aggravante della premeditazione e della futilità dei motivi alla base del fatto di sangue.

Ad avviso della difesa, l’azione dell’imputato aveva costituito una reazione alle ritenute ingiustizie patite nel tempo. Nel giugno scorso il Tribunale del Riesame di Catanzaro, accogliendo un’istanza dell’avvocato Vecchio, aveva concesso  a Cosma Damiano Sibio, gli arresti domiciliari.

La difesa ha poi sottolineato come Sibio, prima di mettersi alla ricerca del Valenti, si fosse recato dai carabinieri di San Calogero per sporgere una querela contro Valenti, evenienza incompatibile con la premeditazione dell’omicidio. Così come è stata contestato che vi fosse stato un lasso di tempo apprezzabile, tale da lasciare affermare che l’imputato avrebbe maturato l’azione delittuosa prima dell’incontro con lo stesso Valenti.

Cosma Damiano Sibio è stato ritenuto colpevole di aver sparato contro l’agricoltore, che si trovava a bordo della sua auto, con una pistola calibro 9×21. Raggiunto al torace e in altre parti del corpo, il 74enne è morto sul colpo. Alla base del delitto i rancori legati ai confini di alcuni terreni in località San Pietro di San Calogero.

 La parte civile era assistita dall'avvocato Francesco Damiano Muzzopappa. 

Seguici su Facebook