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Il caso del “De Maria”. Scale, strada e posteggi imbrattate dalle deiezioni degli animali portati a fare i loro bisogni. Bambini e genitori ogni giorno costretti a portare in classe, in auto e a casa i “ricordini”. Accuse anche a Comune e vigili urbani

I "ricordini" lasciati nel parcheggio della scuola
Cronaca

«Tamarri, zoticoni», sbraitano i più signorili. «Lordazzi», urlano invece coloro che - ricorrendo al più verace idioma locale - tendono a dare potenza narrativa alla loro rabbia. Ce l’hanno, in particolare, con la signora dagli indomabili capelli brizzolati dal taglio un po’ punk e un po’ retrò e con quel giovanotto, che hanno scambiato il parcheggio della scuola “Pasquale De Maria” di Vibo Marina - già, proprio quella dove le massime istituzioni regionali hanno inaugurato l’anno scolastico 2017/2018, la stessa conosciuta in tutta la Calabria e anche in sede ministeriale, come “la scuola dell’integrazione” - per la grande lettiera dei loro cani.

«Ieri - lamenta un papà - ne ho calpestata una… Prima o poi succede a tutti…». E così le “cacche” i bambini o i loro genitori, le portano a scuola, nelle auto, a causa. «Le scarpe? O le lavi, se hai stomaco, o le butti… Lordazzi…». Genitori imbufaliti, al limite della pazienza. «Sappiamo tutti chi sono, anche se evitano di potare qui i loro cani per i loro bisogni nelle ore di punta… Ma se li becchiamo - dice una mamma - fotografiamoli e mettiamoli su internet… E’ l’unica soluzione, perché se aspettiamo i vigili urbani…».

Già, i vigili urbani da queste parti non si fanno vivi. «Scommetto - dice un’altra mamma - che a Vibo Valentia non è mai stata fatta una multa ad un padrone che se ne va a spasso con il cane senza portarsi dietro il kit per rimuovere le cacche… Scrivetelo, sindaco Costa e Polizia municipale, se a questo punto è anche per l’assenza di sanzioni. Magari parcheggi la macchina un po’ così e ti salano… Porti a passeggio il tuo cane e trasformi la città in un cesso per i suoi bisogni e nessuno ti fa nulla…».

Amaro qualcun altro: «Sapete che vi dico? L’igiene di questi gradini, di questo parcheggio, dove ogni giorno passano centinaia di bambini e genitori, non è altro che il riflesso delle condizioni in cui gli incivili e l’assenza delle istituzioni hanno ridotto questa comunità. E per noi, che ci sentiamo così impotenti, è maledettamente frustrante».

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