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Gli ospiti della Comunità per tossicodipendenti guidata da don Mimmo Dicarlo hanno ripulito da erbacce e immondizia piazza “Cattolica” e alcune vie

Cronaca

Prosegue l’impegno a fini sociali dei ragazzi del Centro di prima accoglienza e terapeutico per tossicodipendenti e alcoolisti “Maranathà”, presieduto dal parroco della basilica-cattedrale di Mileto don Domenico Dicarlo. In estate gli ospiti della struttura si erano sostituiti alla Provincia di Vibo Valentia ripulendo dalla fitta vegetazione, e dando un minimo di dignità e decoro, al tratto iniziale della Mileto-Dinami. L’arteria da tempo persisteva in stato di degrado, rappresentando un pessimo biglietto da visita per chi dallo snodo autostradale giungeva nella cittadina normanna.

Nei giorni scorsi, invece, sotto il coordinamento di Cosimo Grenci, primo “figliol prodigo” della Comunità, i ragazzi hanno “preso di mira” piazza della Cattolica e parte della via Saccari e dell’area vicina alla basilica-cattedrale. In particolare, “armati” di apposito vestiario, rastrelli e altro si sono inizialmente prodigati a raccogliere la gran mole di spazzatura (bottiglie vuote, cartacce, buste e non solo) lasciata in eredità dai tanti giovani che, soprattutto a tarda sera e di notte, amano appartarsi e utilizzare la Cattolica quale luogo di ritrovo. Successivamente, hanno continuato la loro opera di ripulitura lungo parte della via Saccari e nell’area adiacente alla chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Risultato finale: un gran numero di sacconi neri ricolmi del molteplice materiale raccolto, la piazza e il resto delle zone limitrofe interessate ripulite dalle erbacce e da altro materiale abbandonato precedentemente per strada. Il che deve far pensare il Comune.

I ragazzi ospiti della struttura sono già pronti ad intraprendere iniziative del genere anche in altre aree del centro cittadino. All’insegna del motto “Dove non arrivano le Istituzioni preposte, ci pensa il “Maranathà”, puntano a dare l’ennesimo buon esempio di impegno sociale a favore del territorio. L’iniziativa è ancor più apprezzabile perché proposta da giovani che nello stesso tempo si ritrovano costretti a combattere a denti stretti per cercare di uscire dal tunnel della droga e dell’alcool.

 

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