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Il sottosegretario di Stato ai Beni culturali con delega al Turismo ha presenziato alla cerimonia inaugurale cui hanno preso parte numerose personalità del mondo dell’arte

La cerimonia alla Fidia di Stefanaconi
Cultura

Pittura, scultura, arti figurative. Ma anche cinema, scenografica, fotografia. L’Accademia di belle arti “Fidia” di Stefanaconi si apre ai nuovi linguaggi comunicativi e alle contaminazioni. Una realtà formativa che affonda le sue radici nelle solide fondamenta dell’arte del Novecento senza però disdegnare le espressioni artistiche contemporanee. Un’istituzioni di livello universitario, dalla storia trentennale, che riparte con rinnovato slancio verso un altro anno accademico. A tenere a battesimo l’avvio dei nuovi corsi, un ricco parterre di esperti e addetti ai lavori, per una cerimonia inaugurale, impreziosita dalla mostra "Time afetr time" dell’artista Ugo Nespolo, e dal taglio del nastro effettuato dal sottosegretario ai Beni culturali Dorina Bianchi.

I lavori, introdotti dal direttore del dipartimento di Progettazione e arti applicate, Pasquale Lettieri, e dagli interventi musicali degli studenti del Liceo "Vito Capialbi" di Vibo Valentia, hanno preso il via dopo i saluti del sindaco Stefanaconi, Salvatore Solano, e della stessa Bianchi, ospitando poi le relazioni del fondatore e direttore dell’Accademia “Fidia” Michele Licata, del presidente onorario della “Fidia” Ermenegildo Frione, dell’antropologo Lino Mungari e di Giuseppe Anelli, presidente della Fondazione Sapientia Mundi di Roma.

Il primo cittadino Solano, nel rimarcare il rapporto di vicinanza e collaborazione con l’Accademia “Fidia”, «realtà universitaria che da decenni è motivo di orgoglio e di prestigio per il nostro paese», ha segnalato come «anche i centri minori siano in grado di custodire eccellenze e di esprimere potenzialità, spesso sottovalutate, che meriterebbero però ben altre attenzioni» esortando infine direttamente la Bianchi a «valorizzare di più le realtà periferiche attraverso azioni mirate».

Dal canto suo il sottosegretario di Stato ai Beni e alle attività culturali con delega al Turismo ha esaltato il ruolo delle accademie, «sono una fucina di nuovi talenti e sono felice di essere qui ad inaugurare un nuovo anno accademico. I beni culturali - ha aggiunto Dorina Bianchi - sono per l’Italia un patrimonio inestimabile ma oggi più che scommettere sui giovani diventa particolarmente importante soprattutto per la Calabria. Questa accademia ha saputo innovare sia attraverso nuove tecnologie che attraverso lo scambio internazionale: qui oggi ci sono trenta studenti cinesi che danno una dimensione di ampio respiro a questa accademia».

Per Michele Licata, «gli artisti, di tutte le tendenze, di tutti gli stili, di tutte le ascendenze e discendenze, sono i protagonisti della nostra accademica, in un grande territorio, mai neutro, che risente delle tracce delle grandi scuole del Novecento e che fa i conti con un oggi che non si concede distrazioni, facendo esperienza della contemporaneità in tutta la sua dimensione onirica, passionale, alienante o anche salvifica».

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