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I lavori, predisposti dal segretariato regionale del Mibact, permetteranno di raddoppiare gli spazi espositivi a disposizione della struttura, di cui quest’anno si festeggia il ventennale

La prima sala del Museo di Mileto
Cultura

È finalmente partito ed entrato nel vivo l’iter procedurale teso ad allestire i circa 500 metri quadri di nuova ala espositiva del Museo statale di Mileto. Nei giorni scorsi, il segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo guidato da Salvatore Patamia ha, infatti, proceduto ad assegnare all’architetto-funzionario del Polo museale della Calabria, Rossana Bacchari, l’incarico di redigere il progetto esecutivo dell’opera. Lavori molto attesi sul territorio, e non solo, che una volta completati consentiranno alla realtà culturale attinente al Polo regionale diretto da Angela Acordon di raddoppiare i propri spazi espositivi e, quindi, di ampliare notevolmente l’offerta al pubblico.

Un passo fondamentale per il rilancio del museo diretto da Faustino Nigrelli, a vent’anni dalla sua istituzione reso possibile grazie ai circa 200 mila euro di fondi stanziati dal Mibact per allestire la nuova ala, tra l’altro già in precedenza realizzata dallo stesso dicastero attualmente guidato da Dario Franceschini.

In attesa della messa in atto del progetto (a questo punto si dovrebbe trattare di mesi), le sale hanno comunque già ospitato nel periodo estivo alcune mostre pittoriche, permettendo alla struttura di entrare a pieno titolo nel circuito nazionale di manifestazioni culturali predisposte annualmente dal Mibact. Del resto, il Museo statale di Mileto è uno dei fiori all’occhiello della Calabria. Al suo interno sono esposti capolavori unici, in gran parte provenienti dal sito che sino al 1783 ha ospitato la città nell’anno mille elevata da Ruggero I d’Altavilla a capitale della propria contea normanna. Manufatti marmorei, argentei, tessili e in avorio, monete e opere pittoriche di grande interesse archeologico-storico-artistico, che tutti insieme raccontano frangenti di un urbe da cui, tra l’altro, ebbe inizio il processo di rilatinizzazione del Meridione d’Italia.

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