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L’apprezzato fotografo esporrà le sue opere fino al 31 dicembre nel Museo delle Arti del capoluogo di regione. Un progetto che prende le mosse dal libro “Life, istantanee di Calabria”

Uno scatto di Raffaele Montepaone
Cultura

Tutto è iniziato a marzo con il Mia Photo Fair di Milano, la più prestigiosa e importante fiera italiana dedicata alla fotografia d'arte, dove il fotografo Raffaele Montepaone ha esposto alcune delle sue opere che provenivano direttamente dalla Francia, dalle mostre di Arles e di Grenoble. Al Mia il fotografo vibonese ha vinto la prima edizione del Premio Ram Sarteano: le sue opere sono state poi trasferite a Rocca Manenti, dove sono rimaste esposte fino a fine settembre.

Il 2017 è l'anno di Life, il risultato del percorso di un decennio. Montepaone spiega così la sua ricerca: «Da tempo esploro le emozioni che lasciano solchi profondi e indelebili, fissando attraverso i segni del tempo il percorso e la storia non solo delle donne anziane che ho ritratto, ma anche della nostra cultura». “Life | Hands & Faces”, è un progetto che continua, pur essendo terminato il primo step: le fotografie realizzate nei borghi calabresi sono pubblicate nella monografia con prefazione di Ferdinando Scianna "Life - istantanee di Calabria" (Punto Marte, Collezione Libri d’Autore Archivio Fotografico Italiano, Soligo (Tv) 2017).

Un progetto che è tornato in Calabria, dove è stato generato ma mai presentato, con un doppio appuntamento. Dapprima a Vibo Valentia, dove il 13 ottobre il libro è stato presentato nell’ambito del Festival Leggere&Scrivere. Poi a Catanzaro dove, sabato 21 ottobre, è stata inaugurata al Museo delle Arti di Catanzaro (Marca), la mostra personale “Oltre gli stereotipi” a cura di Simona Gavioli, che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2017. Entrambi gli appuntamenti sono stati coordinati dalla giornalista Paola Bottero.

Per Simona Gavioli, «le opere di Montepaone raccontano la Calabria attraverso i volti e le mani di donne centenarie. Storie di persone con i tratti solcati dalla fatica e dal tempo, in cui l’immagine del corpo non è un dato oggettivo, non è un fatto, ma è un valore che risulta essenzialmente dall’influenza dell’ambiente e della storia personale del soggetto».

Infine per Rocco Guglielmo, direttore del Marca, «la Calabria diviene materia prima della scrittura fotografica. Portando avanti una singolare ricerca estetica e antropologica, Raffaele propone nei suoi scatti la visione magica e ancestrale di un Sud simile a quello trattato da Ernesto de Martino nei suoi studi; la dissolvente bellezza della gente descritta nelle poesie e nei testi di Corrado Alvaro e Leonida Repaci. In tal senso, le opere di Montepaone seguono le tracce di un particolare paesaggio antropico, ricercano un ambiente sociale oramai rarefatto, mettono insieme i frammenti di una cultura materiale in via d’estinzione. Un lavoro così concepito assume un forte valore non solo artistico, ma anche documentale e simbolico, offrendo la testimonianza di un’umanità semplice, fedele ai suoi riti e alle sue tradizioni, destinata - presto o tardi - a scomparire ma non ancora vinta dalla storia. Ed è facile lasciarsi coinvolgere dalla bellezza dei soggetti ritratti, avvicinarsi ad un mondo apparentemente lontano, eppure a noi così vicino».

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