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Il libro di Leonardo Ruffo e Serafino Mazzei sarà presentato all’Istituto comprensivo “Tedeschi”. Una favola dedicata al rito dei defunti nella città della Certosa

Tradizionali zucche di Halloween
Cultura

Una favola di Halloween tutta calabrese. L’Istituto comprensivo “Tedeschi” di Serra San Bruno ospiterà domani, lunedì 30 ottobre, la presentazione del libro per ragazzi “Giseppa e il fantasma pasticcione”. Il volume, edito da “La Rondine” per la collana “Sorrisi” è ispirato alle tradizioni sulla commemorazione dei defunti e ai luoghi del paese. Ad illustrarlo ci penseranno gli autori Leonardo Ruffo e Nini Mazzei.

La storia è ambientata a Serra San Bruno agli inizi del Novecento. Anni di grande difficoltà, fame e di emigrazioni che portarono tante famiglie a lasciare il paese natio alla volta delle Americhe. Destino che accomuna anche la piccola protagonista. Prima di partire, però, Giseppa si prepara a festeggiare il rito de “lu coccalu”. In questo magico contesto, incontra un personaggio speciale che cambierà per sempre la sua vita e segnerà la nascita di una nuova amicizia. Così il mondo dell’aldilà rivive con leggerezza e allegria, all’interno di un racconto nato dalla volontà di approfondire dal punto di vista antropologico Halloween.

«Mossi dalla curiosità di risalire alle origini di una festa divenuta nel tempo sempre più “commerciale”, abbiamo scoperto che il culto ha in realtà radici assai familiari e fortemente legate alla Calabria», raccontano Ruffo e Mazzei. Non è un caso, infatti, che «il giorno dei defunti a Serra San Bruno veniva celebrato con un vero e proprio rito, intagliando zucche a mo’ di teschio (coccalu), bussando alle porte e chiedendo un' offerta per l’anima dei morti. La festa, celebrata in tutto il Meridione, sembrerebbe essere legata al rito della rinascita, il seme che dalla terra fa sorgere nuova vita».

Partendo da queste informazioni, i due autori hanno visitato le chiese del luogo, l’antica Certosa e scovato qualche fotografia nel cimitero. Dal confronto con l’insegnante Franco Gambino, Ruffo e Mazzei hanno infine avuto modo di conoscere le vecchie storie del paese che parlavano di una fornaia, di processioni e di una notte in cui avvennero strani episodi. “Giseppa e il fantasma pasticcione” consente ai piccoli lettori di scoprire la nascita di una magica amicizia, e al tempo stesso, al pubblico adulto di riappropriarsi delle proprie radici identitarie legate al culto dei morti in Calabria.

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