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A poco più di un anno dalla sua nomina il massimo dirigente dell’Asp di Vibo Valentia traccia un bilancio: «Abbiamo fatto importanti passi in avanti. Il presidio ospedaliero resta il più grande problema della sanità vibonese ma anche il nostro principale obiettivo. Entro l’estate - assicura - al via le opere complementari»

Il dg dell'Asp Angela Caligiuri
Interviste

«Abbiamo fatto le cose per gradi, introducendo diverse innovazioni e conseguendo i primi risultati soprattutto sul piano organizzativo aziendale. Uno sforzo questo che ci ha visto alle prese con passaggi importanti ma necessari per metterci in linea con la normativa del settore».

Angela Caligiuri si mostra disponibile e motivata come sempre. Per nulla fiaccata, almeno all’apparenza, dai 15 mesi passati alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, una sorta di “mostro a tre teste” segnato da vicende organizzative e giudiziarie importanti, di fronte al quale anche il manager più navigato potrebbe legittimamente barcollare. La incontriamo in occasione del sorteggio delle commissioni che dovranno giudicare i 29 medici che si candidano a guidare quattro reparti dello “Jazzolino” di Vibo Valentia e l’occasione diventa propizia per tracciare un bilancio dell’attività svolta dal gennaio 2016 ad oggi.

«Innanzitutto - spiega la manager crotonese - c’è stato il periodo della conoscenza per capire realmente cosa avevo di fronte; poi il periodo caratterizzato dal lavoro sull’atto aziendale: questa era un’azienda, come del resto tutte le altre della Calabria, con un atto ormai obsoleto e non in linea con le ultime normative. In seguito, dall’atto aziendale siamo passati ai regolamenti attuativi. Nel frattempo abbiamo pubblicato i concorsi per i primari, mossi soprattutto dalla necessità di dotare le strutture di figure apicali che possano organizzare i vari servizi. Iter adesso in pieno corso con la nomina delle commissioni di valutazione delle candidature».

Lei si è trovata a gestire una fase di grandi cambiamenti nell’assetto aziendale nell’ultimo anno…
«Si è vero, ci sono stati passaggi importanti. Abbiamo pubblicato l’avviso per la nomina del direttore del Distretto e chiaramente anche questo passaggio non è stato dei più semplici, considerato il passaggio da tre distretti ad uno. Al direttore toccherà prendere in mano il governo di tutto il territorio, cosa seria e complicata, anche perché c’è molto da riorganizzare e dobbiamo fare in modo che si arrivi ad avere una situazione completa e strutturata da un punto di vista sanitario. L’obiettivo che dobbiamo perseguire è quello di fare in modo che le persone facciano ricorso all’ospedale in misura minore e lo facciano solo per le acuzie e non, magari, anche per una semplice influenza. Da questo punto di vista la sanità territoriale va rivista di molto».

C’è però una grande questione, la “madre di tutte questioni” della sanità vibonese…
«L’ospedale di Vibo… Rimane quello il grande tema e l’obiettivo da portare a compimento. Ma anche il grande problema che condiziona l’offerta sanitaria di questa provincia. Stiamo seguendo molto ma molto da vicino tutte le fasi dell’iter per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero. Siamo quasi allo step definitivo. Noi, ritengo, abbiamo fatto un buon lavoro. Almeno ci auguriamo di averlo fatto. E proprio perché capiamo bene che quello che decidiamo oggi sarà poi quello che avremo domani sentiamo tutta la responsabilità delle scelte e lo facciamo con estremo senso del dovere».

Di cosa vi siete occupati nello specifico?
«Abbiamo pensato a tutto: agli elettromedicali, a come sistemare i vari reparti, al Pronto soccorso, a tutti i servizi connessi. E non è una cosa da poco, anche perché non è che tra due o tre anni si dovranno fare poi modifiche o variazioni, anche perché qua ci hanno messo 25 anni, con un iter che sappiamo quanto è stato tormentato».

Il cantiere però non parte…
«A breve partiranno le opere complementari: la canalizzazione delle acque, le strade. Entro l’estate mi auguro che questi interventi possano prendere il via. È chiaro però che dobbiamo stare tutti vigili e attenti perché purtroppo tocchiamo con mano l’enorme burocrazia, che se da un lato è necessaria perché ci tutela verso alcuni aspetti e situazioni… e mi fermo qui…, dall’altro lato fa sì che sembri quasi un rallentamento. Ma in effetti la burocrazia, come dicevo pocanzi, ha varie sfaccettature e soprattutto quella di garantire l’onestà e la trasparenza necessarie, ancor di più nella nostra terra».

Mi pare di capire però che non c’entri solo la burocrazia…
«No, niente affatto. Fino adesso ho toccato con mano che è tutto un fatto legato alla cosiddetta burocrazia, a tutti i vari livelli della Regione interessati. C’è da capire che la Regione è molto attenta a questa problematica e che c’è tutta una serie di passaggi molto delicati che richiedono grande attenzione. Ancora capiamo bene che la Regione non si occupa solo dell’ospedale di Vibo ma anche di quello della Sibaritide, di quello della Piana, quindi il lavoro è serio. È un grande lavoro, ma pian piano ci stiamo avvicinando all’obiettivo».

Di certo la politica non è molto d’aiuto, considerando che da mesi si attende la nomina di un presidente della Conferenza dei sindaci che pare ingessata per mero calcolo di corrente…
«Guardi io su questo voglio essere molto ottimista. Credo che queste situazioni siano dovute, oltre che ad un fatto politico in cui, insomma, la politica fa la sue cose, però penso siano dovute anche… (sospira e sorride, ndr) …guardi, dobbiamo vedere anche un altro aspetto: vuol dire che questa sanità è molto attenzionata e ci tengono tutti ad avere, ognuno per le proprie competenze, il governo di questo settore. Inteso come servizio al cittadino».

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