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«ACQUA bene primario? Si, ma non a Vibo Valentia». Non usa mezzi termini il consigliere comunale del Partito democratico, Giovanni Russo,

Politica

per descrivere in una battuta i disservizi legati all’erogazione dell’acqua pubblica in città e nelle frazioni, con i quali i residenti sono costretti a fare i conti da qualche tempo, soprattutto, asserisce l’esponente democrat, negli ultimi 15-20 giorni in cui «praticamente i vibonesi hanno visto i propri rubinetti a secco».

«Ancora una volta - afferma Russo - i cittadini di Vibo sono rimasti senz’acqua, soprattutto nella parte alta della città e questa situazione sta creando un forte disagio. Quel che è peggio è che nessuno ha avuto la delicatezza di comunicare tale disservizio. Nessuna comunicazione sul sito istituzionale del Comune, niente di niente».

L’esponente dell’opposizione in consiglio comunale non manca di ricordare, a tal proposito, come, oltre alle relative comunicazioni, avrebbe contribuito ad «attenuare il disagio», anche un «servizio di autobotti. Ma purtroppo, pur essendo nel 2015, il nostro Comune non è fornito di alcun piano di protezione civile che preveda ciò».

Dopo aver ricordato che «l’erogazione pubblica dell’acqua è un livello essenziale di prestazione che la Pubblica Amministrazione è tenuta a garantire secondo quanto previsto dall’art. 117 della Costituzione», Russo evidenzia come «la mancanza di comunicazione, la carenza da parte degli uffici competenti e la disorganizzazione per ciò che riguarda le risposte ai cittadini sono, anch’esse, violazioni di specifici obblighi di trasparenza da parte della Pubblica Amministrazione. Questo il sindaco Costa e i suoi collaboratori - insiste - dovrebbero saperlo».

Dunque, spazio alle proposte che Russo avanza in relazione alla problematica: «si avvii - suggerisce - un costante monitoraggio delle situazioni di criticità di concerto con il soggetto gestore della condotta di adduzione, e dal canto suo, il Comune si adoperi a potenziare gli uffici e attivi un servizio di pronto intervento “H24”». Proposte avanzate, come evidenzia poco più avanti il consigliere comunale Pd, «anche perché, negli anni scorsi, è stato approvato all’unanimità dal consiglio la Carta del servizio idrico integrato che mira a fissare dei parametri ben precisi inerenti la qualità del servizio che il Comune è chiamato ad erogare coerentemente con i principi di efficacia ed efficienza».

Entrando nel dettaglio, Russo, ricorda alcuni dei parametri contenuti nella citata Carta, tra i quali «i criteri riguardanti le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua (sic!!), una portata di esercizio e una pressione minima e massima. Tutti criteri che una volta stabiliti dall’ufficio tecnico del Comune dovranno essere garantiti ai cittadini vibonesi, pena la richiesta di indennizzo (pure previsto in apposito articolo)».

In conclusione l’appello finale è rivolto al sindaco Elio Costa «affinché prenda posizione in merito e dia risposte concrete ai cittadini che ormai sono esasperati».

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