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Il Comune ha emesso un avviso per individuare il gestore del refettorio per “l’inclusione sociale” in un immobile di via Froggio. La proposta originaria formulata dai consiglieri di Mdp Lo Schiavo e Pilegi e ripresa dal sindaco Costa

Politica

L’amministrazione comunale di Vibo Valentia ha emesso una manifestazione d’interesse rivolta a tutte le associazioni di volontariato per la concessione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, sito nel capoluogo, in via Nicola Froggio, allo scopo di adibirlo a “mensa per l’inclusione sociale”.

Possono partecipare all’avviso le associazioni di volontariato iscritte al registro provinciale che hanno sede legale nel territorio comunale, che siano costituite da almeno tre anni e che non siano, però, in condizioni di morosità nei confronti del Comune e non abbiano in corso cause ostative ad intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione.

Le domande dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune entro le ore 12 del ventesimo giorno della pubblicazione dell’avviso all’Albo pretorio in un plico sigillato e contenente la proposta progettuale. Quest’ultima dovrà a sua volta specificare le finalità alla quale il bene è destinato e la descrizione delle modifiche necessarie per la messa a norma e lo svolgimento dell’attività richiesta, nonché l’auto-sostenibilità nella gestione del bene, la capacità di farsi carico degli oneri ordinari e straordinari di gestione e l’impegno a farsi carico degli allacci delle utenze.

Il successivo contratto sarà stipulato nella forma della scrittura privata ed avrà la durata massima di 5 anni. Gli interventi di edilizia e di manutenzione saranno a totale carico del concessionario così come la fornitura delle attrezzature e di quant’altro occorra per l’attività di mensa dell’inclusione sociale.

Si rilancia così una proposta che ha avuto un iter travagliato in consiglio comunale, dove fu originariamente portata all’attenzione dai consiglieri d’opposizione di Art. 1 - Movimento democratico e progressista, Antonio Lo Schiavo e Loredana Pilegi. L’idea di creare in città una mensa destinata ai bisognosi era poi ritornata in auge su iniziativa del sindaco Elio Costa che l’ha di fatto ritenuta valida, al di là delle connotazioni politiche, caricandola di ulteriori significati sociali con la destinazione allo scopo di un immobile confiscato alla criminalità organizzata.

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