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Nei giorni scorsi il sindaco aveva invitato il comitato per il “No” ad una visita guidata in un impianto simile a quello che dovrebbe sorgere in località Palombara. Bulzomì e Arcella: «Metodi da ex Unione Sovietica»

Un impianto di trattamento dei rifiuti
Politica

Non accennano a placarsi le polemiche sorte intorno alla proposta di realizzazione dell’Eco-distretto provinciale dell’Ato rifiuti n. 4 di Vibo Valentia nel territorio comunale di Sant’Onofrio, su iniziativa del sindaco di questo comune, Onofrio Maragò.

Il primo cittadino, finito da tempo nel mirino delle opposizioni consiliari (arrivate finanche ad interpellare l’Autorità nazionale anticorruzione per sollevare un suo presunto conflitto d’interessi e a dare vita ad un comitato per il “No” che avrebbe raccolto circa 1000 firme), aveva nei giorni scorsi cercato una mediazione con gli oppositori del progetto proponendo loro, tra le altre cose, una visita guidata in un impianto simile a quello che lo stesso propone di realizzare in località “Palombara” (foto in basso).

Un’apertura che Maragò aveva voluto per «rimuovere le incomprensioni che in questi mesi si sono generate e ristabilire una dialettica ispirata alla sostanza» e, soprattutto, per «aprire un sereno confronto, alla presenza di esperti del settore, scambiare le reciproche riflessioni per ampliare la base di conoscenze e limitare eventuali fattori critici. Non solo - aveva aggiunto Maragò alla vigilia dell’ultima riunione dell’Ato -, l’Amministrazione si rende disponibile ad organizzare una visita guidata in realtà similari e già operanti. Ritengo infatti, che ogni cittadino debba essere correttamente informato sulle scelte operate e liberare il campo da sterili contrapposizioni di tipo ideologico o di parte. Solo chi rimarrà ancorato ad una contrapposizione aprioristica e precostituita - chiosava Maragò - rifiuterà una tale proposta».

Proposta, manco a dirlo, decisamente rispedita al mittente da parte del gruppo consiliare “Rinascita”, formato da Salvatore Bulzomì e Giuseppe Arcella, che l’ha bollata senza troppi complimenti come «l’ultima demagogica buffonata ideologica del sindaco».

Rincara l’opposizione: «Dopo aver tenuto un comizio in piazza fuori campagna elettorale e dopo valanghe di irrisioni, lancia una proposta carnevalesca. Una vergognosa mistificazione che mira a vanificare il lavoro fin qui svolto con quasi mille persone che gli hanno gridato un “No” secco all’idea della sua discarica consortile».

Per i due consiglieri di minoranza si tratterebbe di «visite guidate alla stregua di come si facevano nella ex-Unione Sovietica, con tanto di padroncini locali al seguito e percorso rigorosamente controllato. Dopo aver trattato tutti dall’alto in basso ed insistito su un progetto che, se realizzato, segnerà per sempre la nostra vita e senza aver prodotto alcuna delibera consiliare in merito, come sarebbe stato opportuno e doveroso, vorrebbe superare le incomprensioni. I santonofresi tutti hanno ormai inteso di avere davanti un manipolatore della verità, un demagogo rigido e cinico».

Quindi un passaggio sulla località individuata, già sito dell’ex discarica comunale. «La bomba ecologica da lui definita della ex-discarica Palombara - affermano Bulzomì e Arcella - è stata costruita e dismessa quando faceva l’amministratore comunale, oggi addossa tutta la responsabilità agli altri. Può essere creduto uno che mistifica ed altera i fatti in questo modo? Il sindaco inganna con comunicati ed atti fuorvianti, colmi di invenzioni e costruiti solo per tornaconto politico che non interessa più nessuno».

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