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Per l’ex senatore si tratta di una personalità che ha dato lustro alla sua terra d’origine così come il professor Salimbeni che chiede venga ricordato con una strada della città

Il progetto del nuovo teatro di Vibo
Politica

Intitolare il nuovo teatro di Vibo Valentia all’attore Raf Vallone e una via della città al professor Nazzareno Salimbeni, due vibonesi illustri che hanno sempre mantenuto forti legami con il territorio.

«Il primo è uno dei grandi della storia del cinema italiano, attore di teatro, anche giornalista e calciatore. Vinse nel 1962 il David di Donatello. Divo internazionale apprezzato sia in Europa che a Hollywood. Dagli anni ’80 si dedicò soprattutto alla regia teatrale. Vallone amava profondamente la Calabria in particolare la nostra provincia e non si lasciava mai sfuggire l’occasione per elogiare la sua terra d’origine che per lui era meravigliosa. Dunque quale tributo migliore a un figlio di terra calabra che ha saputo portare alta in tutto il mondo la sua “vibonesità”. Stessa cosa per il professor Salimbeni, docente di lettere alle scuole superiori, studioso, scrittore, poeta, profondo conoscitore della storia di Vibo Valentia, sin dai tempi dell’antica Hipponion, fu lui a far erigere il monumento a Michele Morelli inaugurato dal noto storico e politico Giovanni Spadolini. Fu sempre Salimbeni a far riscoprire alla città figure storiche e illustri concittadini quali Luigi Razza, Vincenzo Ammirà, Michele Morelli».

E’ questa la proposta che Francesco Bevilacqua (componente della direzione nazionale del Movimento nazionale per la sovranità) rivolge all’amministrazione comunale.

«La denominazione di vie, piazze così come di strutture - dichiara Bevilacqua - sono da considerarsi elementi costitutivi della memoria storica della città e come tali meritano di essere tutelati. Spesso nel rinnovare la toponomastica si va alla ricerca di personaggi che poco o nulla hanno a che fare con il territorio, senza tenere conto che ci sono concittadini che hanno dato lustro alla nostra realtà.

Dal centro alla periferia ci sono strade doppioni intitolate genericamente a città, regioni d’Italia, piante e fiori che rischiano di creare confusione e generare disguidi anche con la consegna della posta. Conoscere chi si è distinto per particolari meriti e capacità potrà dunque essere un motivo in più per riscoprire identità e senso di appartenenza nei confronti di una terra che ha radici profonde e che ha molto da insegnare alle nuove generazioni».

 

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