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L’iniziativa promossa dal gruppo d’opposizione “Progressisti per Vibo” gode dell’appoggio del Codacons. Lo Schiavo: «Ridisegniamo un ruolo per la nostra città»

Il gruppo "Progressisti per Vibo"
Politica

Un ordine del giorno presentato in consiglio comunale attraverso il quale si chiede l’avvio dell’iter della fusione del Comune di Vibo Valentia con i Comuni limitrofi, «unico strumento per ridisegnare un ruolo alla città».

A presentarlo, i consiglieri comunali del gruppo d’opposizione “Progressisti per Vibo”, Antonio Lo Schiavo, Loredana Pilegi e Rosario Tomaino. «Se spettasse a me decidere per Vibo - ha commentato Lo Schiavo a tal proposito - non avrei dubbi: inizierei da subito un dialogo politico con i vicini comuni per negoziare (con reciproci scambi) una fusione con le realtà che si trovano alle porte della città. È evidente che non ha senso un capoluogo di provincia, con poco più di 30.000 abitanti, con un territorio ridotto e in perdita demografica e che oggi ha perso ogni sua funzione industriale e commerciale. Non mi stancherò mai di dirlo: la qualità della classe politica si misura sulla capacità di anticipare i tempi, di avere idee e visioni, superando l’esistente».

Un’iniziativa, quella dei “Progressisti per Vibo”, recepita con favore dal Codacons che, con l’avvocato Giuseppe Cricenti, plaude alla proposta di fusione così come all’attenzione riservata alla vicende inerenti la qualità dell’acqua portate in Consiglio dallo stesso gruppo. Si tratta, scrive Cricenti, di «questioni quanto mai urgenti e doverose da trattare. Se solo ieri si è registrato l’ennesimo rinvio del dibattimento del processo “Acqua sporca” ed ancora oggi sul servizio idrico vi sono più incertezze che certezze, l’impegno innovativo, serio e competente dei tre consiglieri appare quanto mai da lodare. Siamo - argomenta Cricenti - in un territorio in cui le istituzioni e i cittadini devono necessariamente operare un’analisi critica introspettiva e individuare soluzioni».

Per il Codacons, il Comune di Vibo «non può prescindere dalla valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità. Solo qualche giorno fa è stato presentato al Comune e alla Camera di commercio il Laboratorio territoriale “Croceneviera”, promosso dalle organizzazioni economiche, sindacali, agricole, civili e ambientaliste di Vibo Valentia, per portare avanti l'ambizioso progetto del Parco archeologico agronaturalistico vibonese. Costituiscono, questi, alcuni esempi di cittadinanza attiva da valorizzare».

In questo contesto «il Codacons che da anni profonde estremi sforzi per stimolare una gestione del bene Comune che possa esser tale da portare benefici alla città e ai cittadini ritiene che le proposte in questione debbano trovare seguito e pertanto invita tutti i cittadini a seguire con interesse e partecipazione questo percorso e invita poi i consiglieri ad un confronto pubblico su un tema che correttamente ed in maniera giusta è stato posto al vaglio dell'amministrazione comunale».

 

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