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Per i consiglieri di “Vazzano bene Comune” l’Amministrazione «non ha voluto obbligarsi a comportamenti virtuosi per ragioni che non conosciamo e per le quali abbiamo chiesto conto»

La Prefettura di Vibo
Politica

Si è tenuto nei giorni scorsi, in Prefettura a Vibo, la stipula del Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni di lavori pubblici, per la prevenzione dei fenomeni di corruzione e per l’attuazione della trasparenza amministrativa.

Il Protocollo, voluto dal prefetto Guido Longo e condiviso con il ministero dell’Interno, mira a rafforzare le cautele di prevenzione contro i fenomeni più distorsivi nell’ambito degli apparati degli enti locali, prevedendo una serie di strumenti e misure che innalzano il livello dei controlli sui fornitori delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di evitare che le risorse pubbliche possano arricchire soggetti imprenditoriali ed economici riconducibili alle consorterie criminali.

L’accordo è stato sottoposto agli amministratori dei 50 Comuni della provincia. Ad eccezione «del Comune di Vazzano, uno dei pochi a non stipulare il Protocollo». A riferirlo è il gruppo consiliare d’opposizione del comune delle Preserre “Vazzano bene Comune” che oggi affida ad un comunicato la propria posizione. «Noi - affermano i consiglieri - non ce ne meravigliamo non avendo mai sentito da parte dell’attuale Amministrazione la parola legalità».

Quindi, «“Vazzano bene Comune” stigmatizza questa scellerata decisione da parte dell’amministrazione comunale sul cui operato in materia di appalti abbiamo già avuto modo di rilevare molte “incongruenze” per usare un eufemismo. Con il Protocollo si intendeva promuovere il pieno rispetto della legalità nei contratti pubblici, sviluppando, in aggiunta agli standard previsti dalla normativa, ulteriori forme di controllo e vigilanza, nonché ulteriore trasparenza. Tutto ciò per salvaguardare la realizzazione di opere e la prestazione di servizi di interesse pubblico da ogni tentativo di infiltrazione da parte di gruppi legati alla criminalità organizzata in grado di condizionare le attività economiche e finanziarie, direttamente o tramite società controllate».

Le ragioni della collaborazione tra i due enti nel raggiungimento di queste finalità, per la minoranza, «sono evidenti: la Prefettura è tenuta a monitorare le imprese locali per le quali il rischio di tentativi di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi è ritenuto maggiore, intensificando i controlli mirati a prevenire o reprimere questi fenomeni; d’altra parte il Comune, anche in attuazione del proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, avrebbe dovuto collaborare con gli organi statali per garantire piena trasparenza nelle proprie procedure di appalto, selezionare operatori economici corretti ed onesti e contribuire a creare nella città un clima di relazioni economiche e sociali ordinato e improntato alla legalità».

Comune e Prefettura, per “Vazzano bene Comune”, «avrebbero potuto inoltre collaborare con gli enti e le istituzioni preposte al fine di garantire la regolarità dei cantieri e il rispetto della normativa in materia di lavoro e sicurezza dei lavoratori, considerato che uno dei versanti di azione della criminalità è proprio quello che opera attraverso forme illegali nel mercato del lavoro e nei subcontratti. Orbene il Comune di Vazzano non ha voluto obbligarsi a questi virtuosi comportamenti sottoscrivendo la stipula del protocollo per delle ragioni che non conosciamo e per le quali abbiamo chiesto al Consiglio comunale di pronunciarsi in materia e conoscere la posizione dell’amministrazione comunale al riguardo che ad oggi ci appare inspiegabile».

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