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Dopo la bagarre in consiglio comunale arriva la controreplica del gruppo di Luciano. Il portavoce Claudia Gioia chiede di sapere se «Forza Italia è da considerarsi ancora un interlocutore nella maggioranza»

Politica

Tiene ancora banco negli ambienti della maggioranza comunale a Vibo Valentia la questione migranti, sollevata in consiglio dal gruppo “Vibo Unica” (formazione che fa riferimento al presidente del Consiglio Stefano Luciano) attraverso un’interrogazione rivolta dal consigliere Francescantonio Tedesco all’assessore Silvia Riga, competente in materia.

Dopo il botta e risposta in aula e dopo la replica a mezzo stampa del consigliere Giuseppe Muratore, che ha accusato “Vibo Unica” di tenere sull’argomento una “posizione strumentale” difendendo l’operato dell’assessore, ecco che dal gruppo di maggioranza che ha sollevato il problema Cas e Sprar arriva un’ulteriore precisazione.

A firmarla è il capogruppo Claudia Gioia, la quale evidenzia in prima istanza come «lo strumento utilizzato in conformità al regolamento del consiglio comunale da parte del consigliere Tedesco rappresenta non già una strumentalizzazione, come Muratore afferma, bensì la necessaria strada per affermare la dovuta trasparenza delle scelte, a fronte di un disagio espresso da molti cittadini vibonesi, circa la mancata comprensione delle politiche attuate dal Comune in materia di immigrazione. Solo l’interrogazione di Tedesco - asserisce la rappresentante di “Vibo Unica” - è riuscita a portare in aula una discussione politica, pubblica ed aperta, su un tema che non può riguardare il singolo assessore, ma l’intera comunità che vive a contatto con il fenomeno in discussione».

Quindi la Gioia domanda «se la posizione espressa dal consigliere Muratore è isolata rispetto al suo gruppo o se diversamente ha parlato in nome e per conto di “Liberali per Vibo”, gruppo espressione di Forza Italia. Ed infatti, da oramai troppo tempo, il consigliere Muratore esprime posizioni politiche “singolari” ed abbiamo diritto di sapere se dietro quelle posizioni vi è anche un partito politico di primo piano o se diversamente, rappresentando, queste, posizioni isolate, possiamo continuare a considerare quel partito come un interlocutore».

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