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Dal Governo 90 milioni di euro in tre anni da ripartire tra più Enti, più un mutuo di 10 milioni per uscire definitivamente dal default. Il presidente dell’Ente: «Risultato grandioso». Il deputato Censore: «La politica ha prodotto risultati»

La conferenza stampa di questa mattina
Politica

«Un risultato grandioso, quanto insperato e niente affatto scontato, che consentirà alla Provincia di Vibo Valentia di pareggiare i conti e, nel giro di qualche tempo, uscire definitivamente dal dissesto». 

Nelle parole del presidente dell’Ente intermedio vibonese, Andrea Niglia, c’è tutto l’ottimismo per le risorse che l’approvazione dell’emendamento 843 della Legge di bilancio destina agli enti in dissesto, facendoli oggetto di una ripartizione di 30 milioni annui per tre anni, stanziati per coprire i costi dei servizi ordinari, ad iniziare da viabilità e scuole, e ad onorare le spettanze dei dipendenti. 

Una boccata d’ossigeno che in pochi mesi dovrebbe consentire all’Ente, funestato da un default milionario, di far ripartire i servizi essenziali, ormai fermi da anni, e di poter accedere ad un mutuo speciale di 10 milioni di euro per la chiusura definitiva dallo stato di crisi. 

«Un emendamento cucito su misura per Vibo Valentia», ha spiegato Niglia in conferenza stampa, ammettendo che una sollecitazione decisiva alla politica è arrivata dalle proteste dei lavoratori senza stipendio e dagli stimoli di cittadini esasperati dalle condizioni di strade e scuole e dalla carenza di servizi. 

«Devo ringraziarli - ha detto il presidente - così come devo ringraziare i sindacati e i cittadini che hanno avuto la pazienza di sopportare i tanti disservizi. Un grazie doveroso va all’onorevole Bruno Censore, al prefetto Guido Longo e al ministro Marco Minniti che si sono spesi per questa battaglia dalle loro rispettive postazioni. Alla prossima finanziaria potremo intervenire anche sulla rinegoziazione dei mutui. Sarà un altro obiettivo che andrà ad aggiungersi a questo risultato straordinario che stavamo aspettando da tre anni e che finalmente portiamo a casa». 

Non è stato facile, ha argomentato ancora Andrea Niglia: «era un atto che andava accompagnato e votato dalla nascita alla pubblicazione. Oggi nasce una nuova Provincia. Questa è la base dalla quale ripartire. Attendiamo la ripartizione dei fondi ma non restiamo immobili: abbiamo chiesto un’anticipazione di cassa e contiamo di tornare in “equilibrio” nel giro di un semestre. Più di questo ad oggi non si poteva fare. Abbiamo realmente fatto l’impossibile per risollevare le sorti della Provincia». 

Niglia ha quindi più volte rimarcato il ruolo attivo giocato dalla politica, rappresentata dal deputato Pd Bruno Censore che ha chiamato Gianclaudio Bressa, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ad Affari regionali ed Autonomie. 

Proprio Censore ha espresso tutta la sua soddisfazione: «Per come era la situazione non credevo si potesse raggiungere il risultato odierno. Ma le Istituzioni sono state responsabili: c'era il rischio di tenuta sociale, oltre ai disagi su viabilità e scuole. Poi c'è stata la battaglia dei lavoratori che hanno spinto le Istituzioni a fare di più. La Provincia riparte con una prospettiva di futuro, con strade più dignitose e scuole più sicure. Abbiamo lavorato per rafforzare l’Ente e non, come qualcun altro spinge, per dividete e frazionare il territorio. Devo dire grazie al prefetto Longo, che aveva titolo a sedere a questo tavolo oggi, così come il sottosegretario Bressa e il ministro Minniti. Oggi - ha concluso Censore - salutiamo un risultato che proietta questa Provincia in avanti e un plauso va fatto anche al presidente Niglia che ha dimostrato di essere una risorsa per la Provincia. La politica ha prodotto dei risultati». 

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