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Dopo l’iniziativa del centrosinistra dei giorni scorsi anche gli avversari scelgono la piazza miletese per presentare il proprio programma. Presenti i supporter locali del candidato al Senato di Forza Italia

L'iniziativa del centrodestra a Mileto
Politica

Dopo Brunello Censore, anche Giuseppe Mangialavori è sbarcato a Mileto in vista delle politiche del prossimo 4 marzo. Del resto, la cittadina normanna da sempre rappresenta un appetibile bacino di voti, terra di conquista su cui puntare per la vittoria finale. In questo caso, il capolista al Senato di Forza Italia si è presentato nella Sala consiliare di Palazzo dei normanni affiancato dalla candidata all’uninominale alla Camera del collegio di Vibo Wanda Ferro

Folta la schiera di simpatizzanti locali del centrodestra, nell’occasione cresciuta come i funghi e ritrovatisi unita come non mai ad esprimere il proprio appoggio ai due esponenti politici. Tra i presenti, anche l’altro candidato al Senato Antonino Daffinà. L’appuntamento elettorale, coordinato dal giornalista Francesco Ridolfi, ha preso il via con l’intervento della Ferro, la quale ha subito infiammato la platea affermando che la candidatura di Mangialavori rappresenta la prova «della capacità del Centrodestra di scegliere persone serie, destinate ad ottenere vittorie bulgare. Mai si è stranieri in terra di Calabria - ha affermato la meloniana, riferendosi alla sua candidatura a Vibo - quando si è calabresi. Oggi più che mai c’è bisogno di dare dignità alla politica dando risposte, di uomini di governo che non ritornino qui solo fra altri 5 anni. Registriamo una voglia di cambiamento da ultimi governi nati senza chiedere il consenso agli elettori. Il vero avversario in queste elezioni sarà lo scoraggiamento che la gente ha nei confronti della politica e dei partiti. Bisogna lavorare per convincere tanti a votarci, in modo da ottenere consensi per vincere e mandare a casa la politica cialtrona». 

Infine, l’attacco al governo regionale, «giunto ormai al capolinea dopo aver fallito in tutto, dall’inizio alla fine, e facendo rivivere con i contratti in deroga l’ombra del voto di scambio». Dal canto suo, Mangialavori prendendo la parola ha posto l’accento sulla candidatura a capolista di Fi, «di solito riservata ai big, cosa che io non sono. Affronto questa avventura con grande responsabilità, perché dal 5 marzo dovrò farmi a mille per non deludere le aspettative, per trasformare le speranze della gente in realtà. Non prometto nulla, né ho posti Os da offrirvi - ha sottolineato, accusando gli avversari - da utilizzare come merce di scambio, usando vecchi modi di fare politica per ottenere consensi e andare a Roma ad occupare comode poltrone per i prossimi 5 anni. Cercherò, al contrario, di ridare alla Calabria la dignità che merita, di far sviluppare le eccellenze e di permettere al territorio di decollare, di far sì che i soldi inviati per il territorio vengano spesi per lo sviluppo dello stesso. Difficilmente viene dato il primo posto al Senato ad un vibonese. Anche per questo, vi chiedo di non farmi andare a Roma da paracadutato, ma da chi se lo è meritato ottenendo le più alte percentuali come provincia e, quindi, maggiore forza contrattuale».

L’intervento del capolista al Senato del partito di Berlusconi si è concluso con l’affondo nei confronti della candidata Cinquestelle Dalila Nesci, «presente solo con iniziative a mezzo stampa», e dell’avversario del Partito democratico Censore, «svegliatosi solo un mese fa, dopo aver poltrito per anni senza ottenere nulla per il territorio».   

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