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Che festa vogliamo che sia questa nella nostra terra? Uno stanco rito che si trascina da secoli sempre uguale a se stesso o una ricorrenza che ci interroghi e faccia riflettere? Auguriamoci una Pasqua che vada oltre il 16 aprile, dalla quale possa nascere un moto di speranza per immaginare una realtà diversa

Cinque poveri cristi di Forza Nuova durante il "Gay-Pride" di sabato a Tropea hanno manifestato il loro disappunto. Striscione a parte, i camerati sono sembrati tristi, quasi teneri, mentre tutto intorno c'era festa.

Commentano sulle pagine Facebook i presunti parenti dei 4 teppistelli vibonesi che hanno brutalmente aggredito i loro coetanei. Minimizzano, magari giustificano. E lo fanno senza vergogna. 

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