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Imbarazza la difesa del sindaco Costa ai dati impietosi del Sole24Ore che pongono città e provincia all’ultimo posto per qualità della vita. Ora, comprendiamo si debba difendere il territorio a tutti i costi, ma non che si debba mettere il prosciutto sugli occhi ed ignorare lo stato di fatto, non riconoscerlo …in sintesi prenderci in giro

Un panorama di Vibo Valentia
Il Cor(ro)sivo

La cultura indubbiamente è importante. Ma le centinaia di famiglie vibonesi che versano in difficoltà economiche, i cosiddetti “notevoli miglioramenti” apportati dalla Giunta Costa, in che modo le sfamano? 

Con tanti indicatori su cui si basta lo studio, il nostro sindaco Costa, approfittando della conferenza stampa della prossima stagione teatrale, a cosa si arrampica? Quarantadue parametri vengono aggregati dal Sole24Ore in 6 macro aree: affari, lavoro e innovazione; reddito, risparmi e consumi; ambiente, servizi e welfare; demografia, famiglia, integrazione; giustizia, sicurezza, reati; cultura, tempo libero e partecipazione; e lui, il nostro sindaco che fa?

Parla del centro storico, della stagione teatrale e dei parchi pubblici incompresi dai giornalisti, come se tali pubblicazioni siano il frutto di visite in loco di giornalisti. Ahinoi non è così, caro Costa, non sono sensazioni di giornalisti livorosi ed invidiosi delle bellezze vibonesi, ma meri e freddi dati empirici statistici estrapolati da studi e ricerche e dati Istat. Mica cotiche!

Qualità della vita, Vibo Valentia ultima provincia d’Italia

Al cittadino medio è chiara la sensazione che Costa abbia preso un bel granchio. Se poi magari lo avesse detto senza la solita tracotanza ed arroganza, forse tra i cittadini quanto da lui detto sarebbe stato accolto positivamente.

Ogni parametro vede Vibo carente (o deficiente che dir si voglia) ed il nostro caro Sindaco, piuttosto che fare dichiarazioni da campagna elettorale avrebbe forse dovuto dire: “faremo di tutto affinché Vibo Valentia non sia ancora l’ultima”; “insisteremo nella nostra azione”; “è vero, Vibo presenza notevoli voci negative, tuttavia stiamo lavorando per portare fondi europei, per rilanciare il lavoro, ristrutturare il centro storico, valorizzare il porto e le frazioni, il nuovo lungomare, il Pennello, curare il verde” (che poi, sti 20 ettari di parco, ci stiamo tutti domandando, dove sono? Sono inclusi nel computo forse anche le timpe, i “vajuni” e le “graste” sui balconi?).

Ha letto, il signor sindaco, lo studio ed i parametri di riferimento che lo compongono? Un esercito di cittadini dal reddito fragile, segnale che le famiglie sono esposte all’indebitamento che non sempre possono onorare, sono senza lavoro e privi di servizi sanitari che in presenza di una malattia grave ti impone fare la Via crucis ospedaliera fuori regione. Però giustamente a Vibo se ti fai una passeggiata al centro storico svolti la giornata, “t’arricrii”, vero?

“Ca si campa d’aria” cantava il nostro Otello Profazio, mi sa che la dichiarazione del sindaco rasenti il senso di questa splendida canzone però con meno teatralità e tanta amara tristezza.

Qualità della vita a Vibo, il sindaco Costa dissente dai dati del Sole24Ore (VIDEO)

Ma andiamo avanti seguendo l’ordine della ricerca:
1) Reddito, risparmi, consumi: posizione 69. In pratica “‘ndaccappottammu” ma c’è chi sta peggio di noi; solo l’affitto è basso per il grandissimo numero di immobili vuoti ed invenduti. Anche il numero dei protesti è diminuito perché semplicemente prestiti ai disoccupati non ne vengono erogati. Per il resto, pensioni, Pil e depositi bancari in coda alla classifica;

2) Affari, lavoro, innovazione: posizione 110. Primi se capovolgiamo la classifica; la disoccupazione è a livelli altissimi, lo ha visto? L’innovazione pari allo zero, le start-up: queste sconosciute, l’export si basa sulla ‘nduja, la cipolla e il pecorino del Poro e qualche azienda del terziario avanzato che, a stare qui, è solo penalizzata perché fuori e lontano da servizi e comunicazioni adeguate i manufatti rischiano essere poco competitivi;

3) Ambiente, servizi, welfare: posizione 110. Anche qui primi se effettuiamo l’operazione di poc’anzi; Costa ha letto riguardo il tasso di emigrazione ospedaliera? Posizione 99, lo sa cosa vuol dire, vero? Che le strutture sanitarie presenti, non riescono a rispondere alla domanda! Asili nidi, spese sociali, ecc., ultimi anche in questo, quindi poi ci lamentiamo che non si fanno figli. Beh, non tutti hanno nonni che possano guardare i pargoletti;

4) Demografia, famiglia, integrazione: posizione 81. Per la serie manco gli immigrati dal mare restano qui, ma scappano; tanti laureati, questo si, a spasso però e costati fior di sacrifici alle famiglie che hanno drenato senza ricaduta, fuori provincia e fuori regione ingenti risorse;

5) Giustizia, sicurezza, reati: posizione 58. Con la voce interna di cause pendenti che ci danno un 108° posto, noi popolo di litigiosi, ma anche fortunati, quei furbetti, che riescano poi a farla franca per prescrizione, e poi truffe, rapine e furti auto tra l’88° e l’89°. In pratica è un mercato in crescita solo per fabbri ed installatori di impianti d’allarme;

6) Cultura, tempo libero, partecipazione: il settore di punta del signor sindaco Costa vede Vibo Valentia al 108° posto. Se ripetiamo l’operazione effettuata anche per le altre voci, qui siamo terzi a livello nazionale. Niente male soprattutto per numero di sale cinematografiche e ingressi agli spettacoli e sappiamo bene, a detta di esperti come Ruggiero Pegna, che il nuovo teatro, sarà penalizzato dalle dimensioni non potendo mai ospitare grandissimi eventi. Pazienza, meglio di niente, almeno per i prossimi 50 anni, se lo riusciranno a terminare, questo non lo raderanno tanto facilmente al suolo!

Ora, comprendiamo si debba difendere il territorio a tutti i costi, ma neanche però che si debbano mettere le fette di prosciutto sugli occhi ed ignorare lo stato di fatto, non riconoscerlo, non ammetterlo, in sintesi prenderci in giro. I cittadini onestamente sono stufi di sentire chiacchiere e slogan, fanfaluche da bar dello sport che si possono dire mentre spizzi le carte a briscola in attesa del carico.

Siamo profondamente delusi da lei, signor Costa. Pensavamo ad suo approccio differente non solo in tale situazione, ma sin dal suo secondo insediamento. Si faccia vedere ogni tanto in quelle frazioni dove ha mietuto messi di voti, faccia finta come in campagna elettorale di darci retta, di interessarsi, tanto siamo abituati a non dire e non reagire, saremo sempre felici e contenti come prima della sua venuta ed in attesa del prossimo, tanto per come dice lei, “cà si campa d’aria”.