mercoledì,Settembre 22 2021

Ambiente e salute: Arci caccia e pesca Vibo incontra l’assessore De Caprio

Il presidente Domenico Pitimada ha esposto le tante criticità legate all’abbandono indiscriminato di rifiuti sul territorio «che rappresentano un pesante fattore di rischio per la salute umana»

Ambiente e salute: Arci caccia e pesca Vibo incontra l’assessore De Caprio

Il presidente dell’Arci caccia e pesca di Vibo Valentia, Domenico Pitimada, esprime soddisfazione dopo l’incontro avuto nei giorni scorsi con l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio e il suo staff, composto dall’ingegnere Gianfranco Comito e dalla dottoressa Donatella Cristiano.

Pitimada, è detto in una nota, «ha esposto le tante iniziative realizzate dall’associazione, non solo sulla caccia e la pesca, ma anche per la tutela del territorio, dell’habitat e per la promozione dell’ambiente: convegni, esercitazioni di Protezione civile, attuando collaborazioni e sinergia con i partner Arpacal Vibo, Comando provinciale ex Corpo forestale dello Stato di Mongiana, Consorzio di bonifica, associazioni, Comuni e Csv».

Ha citato, inoltre, «l’esperienza di monitoraggio di rifiuti abbandonati in alcune località della provincia di Vibo Valentia, dalla quale è derivato un maggiore e più approfondito impegno su temi quali: difesa del territorio e dell’ambiente, aumento di patologie tumorali in rapporto all’inquinamento, crescente e convinto bisogno di salute, aumento della pessima abitudine di gettare rifiuti nei posti più impensati: dirupi, sotto i ponti e nei fiumi e gravi danni all’ambiente terrestre, fluviale e marino con i rifiuti trasportati al mare dalle piogge invernali; vere bombe a orologeria. Un crescente inquinamento – spiega Pitimada -, non solo per i rifiuti abbandonati da cittadini irresponsabili, ma soprattutto per discariche abusive, dismissioni di stabilimenti inquinanti, smaltimenti irregolari, rifiuti tossici e siti contaminati e non bonificati che rappresentano un pesante fattore di rischio per la salute umana, della fauna e della flora».

Pitimada, «riferendosi alla correlazione tra aumento di patologie tumorali e aree inquinate, sempre più avvertita tra la popolazione e avvalorata da autorevoli studi e osservazioni, sempre più condivisi e alla base della Dichiarazione della Conferenza su ambiente e salute di Ostrava (Repubblica Ceca), del giugno 2017, tra i ministri dell’Ambiente e della Salute dei 52 Paesi della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità -, ha sottolineato – «l’importanza dell’indagine sulle aree contaminate da bonificare, quale utile ricerca per avviare lo Studio epidemiologico della popolazione residente nei siti contaminati della Calabria, attraverso la sinergia delle strutture sanitarie e ambientali regionali e l’Istituto superiore di sanità, in linea con la Dichiarazione di Ostrava».

Proseguendo, ha espresso l’auspicio che «il progetto di studio, presentato ai Dipartimenti sanità e ambiente, ai commissari alla sanità, ancora “inattuato”, pur avendo ricevuto unanime apprezzamento, possa essere attuato in tempi brevi con un percorso virtuoso di studio e bonifica dei siti contaminati. L’indagine, oltre a garantire il diritto primario della salute, tutelata dall’articolo 32 della Costituzione, avrebbe il pregio, attraverso il risanamento di quei luoghi, d’impiegare ricercatori, maestranza specializzata e tecnologia avanzata, quindi sviluppo, ma soprattutto di salvaguardare territorio e ambiente (habitat), necessario e utile all’uomo, alla fauna e alla flora».

Il presidente Pitimada, infine, ha chiesto all’assessore il «rilascio dei decreti Gev per i volontari e il riconoscimento di Associazione di promozione ambientale. L’assessore – è scritto in conclusione -, mostrando apprezzamento per le iniziative compiute dall’associazione, ha manifestato compiacimento e disponibilità a favore delle motivate richieste, ricordando che l’assessorato è quello preposto alla difesa, tutela e promozione dell’ambiente».

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