Cinghiali nel Vibonese, l’imprenditore Pippo Callipo favorevole all’abbattimento

L’industriale del tonno plaude all’opera dei selettori difendendoli dalle accuse e auspicando, da parte della Regione, un prolungamento della campagna di “contenimento” 

L’industriale del tonno plaude all’opera dei selettori difendendoli dalle accuse e auspicando, da parte della Regione, un prolungamento della campagna di “contenimento” 

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L'imprenditore Pippo Callipo
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«Intervengo nel dibattito sulle misure di abbattimento dei cinghiali, recentemente adottate e autorizzate dalla Regione Calabria per cercare di contenere l’aumento esponenziale di questa specie, in quanto resto esterrefatto dalla violenza con la quale il gruppo di selettori specializzati viene attaccato da tutte le parti». A riferirlo in un comunicato è l’imprenditore vibonese, già presidente di Confindustria Calabria e Vibo Valentia, Pippo Callipo, il quale interviene nel dibattito relativo ai provvedimenti adottati per contenere i danni causati dai cinghiali alle colture agricole, schierandosi a favore dell’iniziativa adottata dalla Regione e, in particolare, al fianco dei sele-controllori incaricati di abbattere i capi. «Personalmente, nei giorni dal 13 al 25 giugno – ha spiegato l’imprenditore dei settori agroalimentare e turistico – ho dato loro la disponibilità ad intervenire sui terreni del “Popilia Resort” di Maierato dove hanno attuato degli abbattimenti mirati. La mia esperienza è stata positiva, in quanto i soggetti autorizzati, abilmente diretti dal coordinatore provinciale e dal coordinatore regionale, sono intervenuti in modo discreto senza fare notare la loro presenza». 

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Callipo spiega ancora che «grazie al loro intervento ho appreso che i capi abbattuti erano tutti esenti dal morbo della tubercolosi. Credo quindi che dovremmo ringraziarli per aver messo al servizio della collettività, gratuitamente, la loro opera. Personalmente auspico un prolungamento dell’intervento di sele-controllo, certamente necessario per cercare di arginare il progressivo aumento dei cinghiali che così tanti danni hanno fatto e stanno facendo all’agricoltura mettendo a rischio l’attività economica e di sostentamento soprattutto dei piccoli agricoltori completamente impotenti di fronte alla continua e abbondante proliferazione degli ungulati».

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