Doppiette in azione nel Vibonese: riaperta la caccia, la denuncia del Wwf

La Regione Calabria decide per un anticipo della ripresa della stagione venatoria e la tutela della fauna resta ancora una volta una chimera

La Regione Calabria decide per un anticipo della ripresa della stagione venatoria e la tutela della fauna resta ancora una volta una chimera

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La tregua è finita: da ieri anche nel Vibonese si è tornato a sparare. Con la stagione turistica ancora in corso, è ripresa la caccia ed andrà avanti per oltre cinque mesi. A farne le spese, uccelli e mammiferi presenti sul territorio i quali per sopravvivere, dovranno vedersela con un esercito di migliaia di persone armate pronte a braccarle dall’alba la tramonto, per cinque giorni alla settimana (bracconieri a parte) al fine di fucilarli “per sport”. A denunciare ancora una volta le politiche sbagliate nel settore da parte della Regione, è il Wwf Calabria che sottolinea la generosità della Regione “quanto mai desiderosa di conquistarsi le simpatie  dei cacciatori”, e che quindi “non si è risparmiata e ha concesso tutto quello che poteva essere concesso”, Apertura, dunque, anticipata anziché quella alla terza domenica del mese. Chiusura posticipata al 10 febbraio piuttosto che quella consueta al 31 gennaio. Aumentati i giorni a scelta, con cinque giorni di caccia aperta per settimana, anziché tre giorni fissi. E poi via all’inclusione nel calendario venatorio di alcune specie a rischio, piuttosto che la loro salvaguardia e date di apertura e chiusura a diverse specie in palese contrasto con le linee guida per la stesura dei calendari venatori redatto dall’Ispra. “Di fronte al parere discorde espresso proprio dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale su molti punti del calendario venatorio, e all’iniziativa dello stesso Ministero dell’Ambiente per tutelare la tortora, la Regione Calabria – denuncia il Wwf – ha fatto proprie non le osservazioni dell’ente scientifico deputato per legge ad esprimere pareri in materia faunistico venatoria o del Ministero, ma quelle delle associazioni venatorie, come se gli uffici di Germaneto fossero una specie di segreteria delle stesse. Insomma, un bel “cadeau” alle doppiette anche per quest’anno, e poco importa se la vigilanza venatoria è  praticamente inesistente in tutta le Regione e il bracconaggio locale e “importato” è destinato a imperversare. Alla tutela della famosa “biodiversità della Calabria” basteranno i dépliant pubblicitari, le aule dei convegni e le dichiarazioni altisonanti dei politici di turno”. Caccia aperta oggi, dunque, anche nel Vibonese. A farne le spese saranno le tortore, il colombaccio, la cornacchia grigia, la ghiandaia e la gazza. Doppiette in azione, anche alle spalle delle spiagge ancora affollate di turisti e, soprattutto, un anticipo della stagione venatoria di cui non si sentiva alcuna necessità. 

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