“Alberi per il futuro”, iniziativa verde dei cinquestelle a Vibo

Nel parco di viale Feudotto messe a dimora 39 piante per «rendere il sito accogliente e fiorito, permettendo il loro sviluppo e la fruibilità da parte dei cittadini»

Nel parco di viale Feudotto messe a dimora 39 piante per «rendere il sito accogliente e fiorito, permettendo il loro sviluppo e la fruibilità da parte dei cittadini»

Informazione pubblicitaria
I partecipanti all'iniziativa
Informazione pubblicitaria

Sono state messe a dimora, nell’area verde di viale Feudotto a Vibo nel corso dell’evento “Alberi per il futuro”, 39 piante di vario tipo. L’iniziativa è stata portata a termine dal Meetup “Vibonesi in MoVimento – Amici di Beppe Grillo”, e ha visto la partecipazione del deputato Riccardo Tucci, dei Meetup della provincia di Vibo Valentia e di diversi cittadini. «È stata – si legge in un comunicato – una giornata feconda e costruttiva che ha rafforzato il legame della popolazione con la propria città e l’ambiente naturale. L’area oggetto dell’intervento, inaugurata circa dieci anni fa con l’intitolazione ai caduti di mafia, oggi non è ben curata e la piantumazione degli alberi non è stata casuale ma studiata nei dettagli, per rendere il sito accogliente e fiorito, permettendo lo sviluppo delle piante, e garantendo la fruibilità ai cittadini». Un quarantesimo albero, informano ancora i promotori, è stato donato dall’associazione Icre di Spilinga «che ringraziamo per la cortesia e l’aiuto prestatoci. Le altre 39 piante sono state richieste a Calabria Verde tramite il Comune di Vibo Valentia, enti che ringraziamo per la collaborazione. Un tempo – proseguono gli attivisti – Vibo Valentia era ritenuta una città amena, ricca di una vegetazione lussureggiante, definita persino luogo paradisiaco. Così appariva agli occhi dei famosi viaggiatori e studiosi stranieri, come William Douglas Hamilton e Henry Swinburne nel XVIII secolo, simile era per Leonardo Alberti qualche secolo prima. Duemila anni fa Strabone ricordava come intorno a Hipponion vi fossero praterie belle e fiorite ove si diceva che Persephone cogliesse i fiori, e in onore della dea, proseguivano in questo rito, le donne hipponiati; prima ancora, Duride di Samo, affermava che a Hipponion vi era un luogo splendido, cosparso di una lussureggiante vegetazione, che per la sua abbondanza veniva detto “Corno di Amaltea”. Se qualcosa ha contraddistinto Vibo Valentia nel corso dei millenni – conclude il Meetup – è proprio il suo paesaggio, la feracità, l’ubertà della sua campagna. Questi valori devono essere difesi e valorizzati strenuamente, ostacolando, con il buon esempio, e non solo, l’inciviltà che deturpa la nostra città e la sua immagine». 

Informazione pubblicitaria