Settore rifiuti, è caos a Vibo: la Dusty avvia la rescissione in danno del contratto

Durissima presa di posizione nei confronti del Comune di Vibo accusato di non aver adeguato il contratto. «Siamo ben lieti di fare fagotto e lasciare il territorio calabrese nel più breve tempo possibile»

Durissima presa di posizione nei confronti del Comune di Vibo accusato di non aver adeguato il contratto. «Siamo ben lieti di fare fagotto e lasciare il territorio calabrese nel più breve tempo possibile»

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«Dusty con il presente comunicato, intende, manifestare le proprie ragioni rettificando le notizie, totalmente destituite di fondamento, circolate negli ultimi mesi sul web e su alcuni mezzi di informazione locali, e portare a conoscenza dell’opinione pubblica la realtà dei fatti e le motivazioni che l’hanno indotta ad incardinare, dinnanzi all’autorità giudiziaria competente, un’azione di risoluzione del contratto in essere e di risarcimento del danno nei confronti del Comune di Vibo Valentia». È questo l’attacco di una durissima nota di Rossella Pezzino de Geronimo amministratore unico della Dusty, azienda siciliana che ha in gestione il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Vibo. «L’appalto in oggetto – si spiega – prevedeva la raccolta dei rifiuti con un sistema di tipo misto, ovvero con cassonetti stradali di prossimità, ubicati sul territorio comunale ed un sistema di raccolta porta a porta soltanto in alcune frazioni e quartieri del centro cittadino. Durante l’esecuzione dei servizi, tuttavia, il Comune di Vibo al fine di incrementare la percentuale di raccolta differenziata e ridurre in maniera significativa i pagamenti da effettuare alla Regione Calabria per il conferimento dei rifiuti, ha ritenuto di sperimentare un sistema di raccolta porta a porta spinto, ovvero esteso su tutto il territorio comunale, fatta eccezione per un esiguo numero di postazioni di prossimità».

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Prosegue l’azienda: «Tale sistema, grazie all’impegno profuso da Dusty, ha portato il Comune di Vibo, già in pochi mesi, ad essere l’unico dei Comuni calabresi con un’alta percentuale di raccolta differenziata, oltre il 50% a fronte degli insuccessi delle ditte che avevano preceduto Dusty. Lo stesso sistema ha però conseguentemente richiesto la distrazione di un cospicuo numero di unità lavorative da altri servizi a cui erano originariamente adibiti (spazzamento, taglio erba etc.), comportando una serie di prevedibili disservizi. L’irrazionalità della macchina amministrativa – impastoiata da beghe di carattere politico-amministrativo che hanno portato alla successione di ben cinque assessori all’Ambiente nell’arco di 20 mesi con continui ed evidenti mutamenti di indirizzo politico – si è evidenziata ancor più nell’assurda protervia a non voler comprendere l’elementare concetto su cui poggia la raccolta differenziata ed a continuare invece a pretendere pervicacemente un maggiore lavoro, un maggiore impiego di uomini e di mezzi, agli stessi costi con le conseguenze facilmente evincibili, ingiustamente tutti a carico di Dusty. Invero, se da una parte Dusty ha dovuto sostenere maggiori costi per far fronte a tale situazione potestativamente imposta dall’Amministrazione, esponendosi all’elevazione di penalità (spesso irrazionali ed illegittime) e all’ingiusto disconoscimento di sacrosante premialità, dall’altra il Comune di Vibo Valentia ne ha tratto un vantaggio economico senza ridurre alcune prestazioni contrattuali (quali, ad esempio, la scerbatura…), a fronte della richiesta fuori contratto di estensione integrale del “porta a porta”. La modifica contrattuale, di fatto avvenuta per volere dell’Assessore, ma mai formalizzata né dagli Assessori successivi né dal funzionario preposto, avrebbe permesso, a Dusty, di compensare il servizio aggiuntivo di porta a porta spinta richiesto con la diminuzione di altri servizi, ma ciò che conta è che tale modifica non avrebbe comportato alcun aggravio di spesa per la cittadinanza, ma un sostanziale miglioramento del servizio». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

Quindi la ricostruzione della de Geronimo (in foto a lato) prosegue: «Dopo numerose riunioni per addivenire all’accordo di cui sopra, l’incomprensibile e irrazionale gestione politico-amministrativa determinatasi finalmente a redigere un atto di sottomissione in grado di risolvere il problema, poi inviato a Dusty e agli organi competenti, tra cui anche Anac (a cui ha chiesto un parere non dovuto), ha cervelloticamente mutato idea revocando la precedente determinazione e lasciando così irrisolte tutte le problematiche. E’ lapalissiano che il contratto, senza le necessarie modifiche, risulti essere carente delle condizioni minime di reciprocità che sono alla base di un qualunque rapporto commerciale. Da qui, come anticipato, Dusty ha intrapreso una necessaria azione giudiziaria volta ad ottenere la risoluzione del contratto manifestatosi palesemente contrario alla buona fede, in fase precontrattuale, d’interpretazione e di esecuzione, oltre che a causare uno evidente squilibrio tra prestazione e controprestazione delle parti contraenti, con grave, continuo e progressivo danno dell’impresa e crescente vantaggio economico a favore del Comune di Vibo Valentia. Vantaggio economico dovuto grazie ai minori conferimenti in discarica di cui il Comune e la Regione hanno goduto, ma non tradottosi, ahimè, in una minore imposta per lo smaltimento dei rifiuti a favore della collettività, ma bensì , come detto, soltanto in continue e vessatorie penalità per la ditta appaltatrice, costretta, dopo aver più volte manifestato animo collaborativo, a ricorrere all’Autorità giudiziaria per avere il riconoscimento legittimo delle proprie ragioni. Pertanto appare chiaro che , dopo tale atteggiamento, si possa senza nessun timore di smentita, affermare che il Comune di Vibo Valentia ha perduto una concreta opportunità di primeggiare e distinguersi tra i Comuni di una regione martoriata da altre e più incombenti problematiche sociali. Dusty, che aveva un progetto virtuoso per Vibo, oggi, e dopo essere stata ingiustamente e più volte danneggiata nell’immagine dagli organi di stampa e dalla stessa amministrazione comunale, è ben lieta di fare fagotto e lasciare il territorio calabrese nel più breve tempo possibile».

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