Canne, rifiuti e… pedalò: così il torrente Bravo è diventato una discarica

A segnalare la preoccupante situazione è il Meetup Vibonesi in movimento che richiama il Comune alla necessità di effettuare interventi di manutenzione

A segnalare la preoccupante situazione è il Meetup Vibonesi in movimento che richiama il Comune alla necessità di effettuare interventi di manutenzione

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Le condizioni del torrente Bravo a Vibo Marina
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«Ormai tutti sanno che a Vibo Marina e nelle altre frazioni la popolazione fa parte dei “figliastri”. Si nota dai tanti problemi irrisolti o irrisolvibili per questa amministrazione comunale, in ultimo anche delle semplici luminarie del Santo Natale o la semplice riparazione delle buche e l’arredo urbano sistemato dagli stessi cittadini, esempio emblematico del completo abbandono. È un peccato, per non dire altro, che si ricordano solo prima delle elezioni e prima dell’estate che esiste o, a questo punto, esisteva un “Giardino sul mare”». Decoro urbano e manutenzione ordinaria e straordinaria nel territorio delle frazioni costiere della città sono al centro di un nuovo intervento del Meetup “Vibonesi in movimento – Amici di Beppe Grillo” che bacchetta l’amministrazione comunale rispetto a quella che appare da tempo una questione prioritaria quanto apertamente trascurata. «Non vorremmo – ironizzano gli attivisti – interrompere le trattative riguardanti l’ennesimo rimpasto o il teatrino che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, senza pensare che qualcuno voglia uscire come “verginello” dopo aver amministrato per oltre 8 anni di seguito, anche con incarichi da presidente del consiglio, quindi è meglio tacere… Ma ci sembra doveroso comunicare che, a Vibo Marina, la foce del torrente Bravo è da diverse settimane, piena di canne, rami e vegetazione, a cui si è aggiunta la simpatica presenza di un pedalò». E aggiungono: «Crediamo che la pulizia della foce di questo, come degli altri torrenti, che si concluda con la completa rimozione dei detriti, debba essere una priorità, considerati i tristi episodi avvenuti recentemente in Calabria e l’alluvione vibonese del 2006. Come avviene di solito a Vibo Valentia e dintorni, al taglio della vegetazione, avvenuta questa estate, non è seguita la rimozione degli sfalci, forse aspettavano che le piogge le portassero in mare com’è avvenuto in parte, prima che crescesse l’altra. Ancora ricordiamo a Bivona il sindaco Costa e le sue promesse, ormai tante, di fronte ad una ventina di anime che avrebbe fatto ripulire tutti i corsi d’acqua… effettivamente però non disse come e quando. Ci auguriamo – concludono -, che segnalazioni come queste servano a far aumentare l’attenzione sui lavori di manutenzione ordinaria, fondamentale per la stabilità del territorio e per la sicurezza dei cittadini e alla quale il comune dovrebbe attribuire primaria importanza magari accantonando opere, che potrebbero essere utili, ma non fondamentali soprattutto in questo momento di forte debito e crisi».  

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