Servizi e diritti nel Vibonese, il Codacons sprona le istituzioni a fare rete

L’appello dell’associazione rivolto a tutti gli enti territoriali e finalizzato a creare un tavolo permanente di programmazione. Acqua, rifiuti, depurazione e sanità in primo piano 

L’appello dell’associazione rivolto a tutti gli enti territoriali e finalizzato a creare un tavolo permanente di programmazione. Acqua, rifiuti, depurazione e sanità in primo piano 

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Il Codacons di Vibo Valentia coglie l’occasione dei recenti insediamenti commissariali, sia al Comune di Vibo che al settore Sanità della Regione e dell’Asp e nel contempo si rivolge ai nuovi presidenti della Camera di Commercio e della Provincia ed al Prefetto. Lo fa con una nota rivolta anche ai principali Enti ed alle realtà associative del volontariato oltre che del mondo imprenditoriale e sindacale, nonché agli ordini professionali. «L’intento – spiega l’avvocato il responsabile Claudio Cricenti – è quello di stimolare, anche per il tramite del Prefetto, l’istituzione di un tavolo permanente finalizzato ad assicurare programmazione, attuazione e monitoraggio continuo e serio. Lo scopo: fare rete». Il Codacons, spiega sempre Cricenti, evidenzia che purtroppo fino ad oggi si è «registrata una pressoché scarsa (o comunque inidonea) attività di concertazione e programmazione, ovverosia l’unica metodologia di amministrazione realmente idonea ad essere rappresentativa e di tutela delle esigenze del territorio». Ed ancora, si legge sempre nella nota «i problemi che lamenta e vive il territorio, purtroppo, sono gravi e riguardano anche servizi essenziali (acqua, gestione dei rifiuti, dissesto idrogeologico, tutela del mare, inquinamento, sanità) ed hanno una ricaduta anche in termini negativi sullo sviluppo turistico, culturale, imprenditoriale con effetti inesorabili sull’occupazione e la tutela dei giovani e del loro diritto di potere restare nella loro terra». Nel far ciò il Codacons ha ritenuto di mettere in rilevo le «maggiori criticità che in questi anni si sono riscontrate, ovverosia l’assenza di una programmazione a lungo termine e frutto di concertazione e condivisione, nonché il problema del ciclico “riparto-rimpallo” di competenze tra istituzioni, ovverosia i principali fattori che, con precipuo riferimento ad alcune problematiche, poi divenute emergenze, si sono dimostrati essere concause del drammatico stato attuale».

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Le tematiche che il Codacons ha messo in rilievo «sono molteplici ed attengono tutte a beni vita fondamentali idonei ad incidere sia sulla qualità della vita che sulla salute. A solo titolo esemplificativo si è posta la necessità di una reale e concreta risoluzione che delle problematiche ambientaliste e di tutela della salute connesse ad esempio al servizio idrico, non essendo più accettabile che lo stesso si caratterizzi da così tanti livelli di inefficienza quali quelli che ormai da anni attanagliano i cittadini vibonesi. E così per la tutela del mare in quanto ormai la città non può più sopportare le cicliche problematiche sui depuratori o sulla pulizia dei fossi. Esiste normativa comunitaria da applicare, bisogna istituire un sistema di monitoraggio reale, non limitarsi a porsi, solo in estate e per giunta in maniera non satisfattiva, i problemi della sola balneabilità, ma è imprescindibile un’indagine seria, volta a risalire alle fonti d’inquinamento, e quindi operare un efficiente monitoraggio delle acque dei corsi d’acqua, dalla loro origine e sino alla foce. I controlli sulla balneazione si sono sempre dimostrati riduttivi ed inidonei a monitorare e risolvere le problematicità: il monitoraggio deve essere continuo e costante e si deve assicurare ai bagnanti sistemi efficienti di segnalazione e conseguentemente pubblicità agli esiti degli accertamenti doverosamente da eseguire». In generale, nella nota il Codacons invita ad affrontare «in un’ottica di programmazione anche  i problemi dell’inquinamento del mare, del suolo e dell’aria ed individuare nella concertazione le modalità di superamento delle criticità e, quindi, di valorizzare detti beni comuni, quali forme di sviluppo». Per il Codacons «non è più possibile rimandare il momento per superare ostacoli burocratici ed impedimenti formalistici e ciò in nome della legalità. Nel far ciò bisogna che tutte le Istituzioni operino congiuntamente in maniera che i problemi possano essere affrontati e risolti».