L’intervento | Raccolta differenziata al via a Pizzo: “Fusse che fusse la vorta bbona”

"Saranno presto eliminati tutti i cassonetti stradali ma restano alcuni 'piccoli' inconvenienti superabili con un po’ di buona volontà e qualche accorgimento. L’auspicio sincero è di avere, finalmente, un paese pulito…"

"Saranno presto eliminati tutti i cassonetti stradali ma restano alcuni 'piccoli' inconvenienti superabili con un po’ di buona volontà e qualche accorgimento. L’auspicio sincero è di avere, finalmente, un paese pulito…"

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Si svuotano i cassonetti a Pizzo, da venerdì saranno eliminati
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Ogni volta che viene annunciato l’ennesimo avvio della raccolta differenziata a Pizzo, non posso non ricordare le parole del grande Nino Manfredi. Era il novembre 2012 quando l’Amministrazione comunicava l’obiettivo del 50 per cento “entro Natale” (si presume di quell’anno), salvo poi ammettere uno striminzito 35 per cento dopo sette anni sette. Ma magari! In famiglia differenziamo plastica, alluminio, vetro, carta, organico, ricicliamo l’olio di cucina e cerchiamo di ridurre al minimo il sacchetto dell’indifferenziato. Separiamo persino il tappo di plastica dalla confezione tetrapak del latte e per l’umido ho dovuto mettere catena e lucchetto dopo il terzo furto del secchio. Dimenticavo: paghiamo le tasse! Ebbene, più di una volta, pur rispettando scrupolosamente gli orari e i giorni del conferimento “porta a porta”, ho dovuto recuperare buste e secchio per il mancato ritiro a causa, ora dello sciopero (sacrosanto, per il mancato pagamento degli operai), ora per la chiusura della discarica, o per il cambio della ditta (siamo a quota quattro in un anno). La stessa cosa si è ripetuta ieri (per la plastica) e oggi (per l’organico). 

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L’Amministrazione fa sapere che è colpa ancora una volta della chiusura della discarica, ma chiedo: se il materiale differenziato va conferito in centri di raccolta (e di compostaggio per l’umido), cosa c’entra la discarica? La raccolta del differenziato dovrebbe cioè seguire un circuito diverso rispetto all’indifferenziato, altrimenti qual è …la differenza? Io stesso ho visto e fotografato i cartoni delle attività commerciali, separati nelle apposite gabbie, venire tranquillamente triturati nel camion della spazzatura, mentre le voci dei soliti criticoni e altre più autorevoli, parlano di un’abitudine piuttosto generalizzata, pur avendo personalmente invitato sempre e pubblicamente a praticare la differenziata, e ci mancherebbe pure. A questo punto sarebbe utile e democratico far conoscere ai cittadini qual è la percentuale effettivamente raccolta (e certificata) delle diverse frazioni, in quali centri vengono stoccate, quale la destinazione finale (cioè quali ditte trasformano in materiale riciclato) e in quale centro di compostaggio finisce l’organico. 

Ma stavolta c’è una novità e cioè l’eliminazione di tutti i cassonetti dalla città. Bene, ma allora, in mancanza di cassonetti, dell’umido non raccolto dalla ditta, che ne faccio? Me lo riporto a casa o lo consegno direttamente davanti al Comune, visto che, al pari di tanti cittadini, ho diritto ad un servizio efficiente e magari anche ai  contenitori condominiali piuttosto che le solite buste “volanti” (un po’ come voler fare le nozze coi fichi secchi). Apprendo poi che il ritiro della frazione organica, cioè degli scarti alimentari, con tre giorni consecutivi di “trattenimento casalingo” dal lunedì alla sera di mercoledì, prevede al massimo “un sacco per giorno di ritiro”.  Disposizione da condividere se si vuole contrastare il problema dell’obesità e dell’eccesso di consumismo alimentare, purché non si abbiano molti inviati a cena e non si mangino troppe angurie. Ma i civili possessori di cani che raccolgono le deiezioni dei loro beniamini, si riportano i ricordini a casa per conservarli fino al venerdì successivo? Posso capire chi ha un Chihuahua, ma già con un pastore tedesco, la “materia” comincia ad essere pesante. E le mamme con bambini piccoli che  usano i pannolini, li conservano sporchi in attesa del ritiro una volta alla settimana? Neanche avessero i piccini tutti affetti da stitichezza cronica. 

In caso contrario per fortunac’è il servizio “dedicato”, su richiesta, al numero verde, per cui mi immagino i dialoghi: “Buongiorno, mi scusi, il bimbo ha avuto una botta di… enterite. Quando potete passare?”. Infine due parole sul ritiro di carta e vetro, previsto una sola volta ogni quattordici giorni: va bene che non puzzano come i pannolini, ma oltre alla stanza degli ospiti, per chi ha la possibilità, ci vorrebbe pure la stanza della differenziata, specialmente per chi, a differenza del sottoscritto, non è astemio. In estate poi… Comunque indietro non si torna, e a parte questi “piccoli” inconvenienti superabili con un po’ di buona volontà, l’auspicio sincero è quello di avere, finalmente, un paese pulito. Come diceva Manfredi?

*Responsabile Conservazione Wwf Vibo Valentia