Plastica raccolta in mare dai pescatori, c’è la soluzione per lo smaltimento – Video

Individuata l’area entro il porto di Vibo Marina dove verranno posizionati i contenitori. Emerge un certo lassismo da parte degli uffici comunali: la problematica, infatti, poteva essere risolta sin dall’aprile scorso

Individuata l’area entro il porto di Vibo Marina dove verranno posizionati i contenitori. Emerge un certo lassismo da parte degli uffici comunali: la problematica, infatti, poteva essere risolta sin dall’aprile scorso

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Il Paradise Secondo con i sacchi neri a bordo
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Problema risolto per lo smaltimento dei rifiuti che arrivano sui pescherecci della marineria di Vibo Marina: ma quanta fatica. L’assessore all’Ambiente Vincenzo Bruni annuncia la svolta, che consiste nell’avvenuta individuazione di un’area nel porto – accanto alla sede della Guardia costiera – dove verranno collocati dei “contenitori grandi”. Lunedì ci sarà la bonifica della porzione di banchina che farà da centro di stoccaggio del materiale inquinante che, impigliato nelle reti, i pescatori lasciano a bordo e, fino ad oggi, non possono sbarcare. La soluzione trovata, però, lascia in ombra un certo lassismo degli uffici comunali. La problematica dello smaltimento, infatti, doveva e poteva essere risolta sin dall’aprile scorso, quando il governo ha approvato il cosiddetto “Decreto salvamare”. Si  trattava cioè di riconoscere ai pescatori, anche a Vibo, il ruolo importante di “spazzini del mare” che, una volta liberate le acque dal materiale che inquina i fondali, non devono avere l’assillo di rischiare una multa perché considerati trasportatori abusivi di rifiuti prodotti da altri. Nella transizione fino alla nuova Giunta insediatasi il mese scorso, si è registrata un’inoperosità che ha creato situazioni paradossali come quella del peschereccio Paradise Secondo: l’imbarcazione da oltre un mese viaggia con a bordo parecchi bustoni neri pieni di plastica che non riesce a sbarcare proprio perché ad oggi il servizio di raccolta dei rifiuti – gestito dalla Dusty – non entrava nell’area portuale. Eppure, i rifiuti speciali e i rifiuti speciali pericolosi – così viene classificato il materiale raccolto durante la pesca – esistevano anche prima del decreto che “premia” i pescatori. Viene da chiedersi: serviva un assessore per circoscrivere un perimetro, dentro l’area su cui comunque è competente un’amministrazione statale e militare, da adibire a centro di raccolta di un rifiuto che comunque da sempre la Dusty era obbligato a smaltire?        

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