Caos rifiuti a Vibo, il sindacato: «Non si dia la colpa ai lavoratori»

Lo Slai Cobas replica all’assessore Bruni: «Le sue spiegazioni, lodevoli nelle intenzioni di chiarire, si rivelano un attacco inaccettabile agli operai. Le colpe sono dell’azienda e lo sappiamo tutti»

Lo Slai Cobas replica all’assessore Bruni: «Le sue spiegazioni, lodevoli nelle intenzioni di chiarire, si rivelano un attacco inaccettabile agli operai. Le colpe sono dell’azienda e lo sappiamo tutti»

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Non ci sono «intenti polemici», ma la necessità di esporre compiutamente la situazione «per valutare correttamente le azioni da intraprendere». Lo Slai Cobas interviene a seguito delle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Vincenzo Bruni sulla paventata esclusione della clausola sociale dal nuovo bando per l’affidamento del servizio rifiuti dopo la cessazione del contratto con la Dusty di fine anno. Questa ipotesi ha già indotto gli operai a dichiarare lo stato di agitazione perché «rappresenterebbe certamente un indebolimento della posizione dei lavoratori – commenta oggi lo Slai Cobas – i quali tuttavia possono usufruire di altre tutele normative a garanzia del proprio posto di lavoro e della continuità occupazionale, ma rappresenta comunque un segnale estremamente negativo dal punto di vista politico finendo col tentativo di addossare solo ai lavoratori le responsabilità di un servizio che non funziona o comunque insoddisfacente». Cosa «inaccettabile» perché «le responsabilità del malfunzionamento, le “sacche di disorganizzazione e disservizio” di cui parla l’assessore, “evidenti e sotto gli occhi di tutti” – aggiunge Nazzareno Piperno – non sono in alcun modo addebitabili ai lavoratori ma all’azienda che, evidentemente, non è capace o non vuole organizzare al meglio il servizio, facendo rendere tutti nel giusto modo al massimo delle possibilità». 

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Le grane, secondo il sindacato, continuano ad essere all’origine: a quell’appalto «evidentemente sovradimensionato nei servizi previsti e negli obblighi da assolvere, rispetto alle risorse dell’azienda che quindi, sin dall’inizio consapevole dell’impossibilità di fronteggiare le molteplici attività previste dal capitolato, ha pensato bene di distogliere da sé l’attenzione per le evidenti “sacche di disorganizzazione e disservizio”». Le dichiarazioni dell’assessore, dunque, «dettate dalla lodevole intenzione di ottimizzare per il futuro la qualità del servizio e non rivolte certo contro i lavoratori, finiscono probabilmente in maniera inconsapevole con il risultare intollerabilmente preconcette nei confronti dell’insieme dei lavoratori. E questo è intollerabile. Il che non vuol dire che, per noi, sia finito il dialogo o si veda l’assessore o il sindaco come un ostacolo ma solo che, a nostro modo di vedere, i presupposti da cui la nuova amministrazione comunale sta partendo non siano verità assolute». 

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