lunedì,Aprile 19 2021

Vibo, «potatura selvaggia» su corso Umberto: scoppia la polemica

Gli attivisti 5 Stelle di Vibo attaccano l’amministrazione: «Con questa tecnica le piante moriranno, si ripete lo scempio già perpetrato dall’ultimo esecutivo comunale»

Vibo, «potatura selvaggia» su corso Umberto: scoppia la polemica
Gli alberi potati su corso Umberto I

Esplode – puntuale – la polemica sulle «potature selvagge» a Vibo. Questa volta a passare all’attacco è il Meetup 5 Stelle “Vibonesi in movimento”, che inizia il suo comunicato con un eloquente: «Cambia l’amministrazione ma non cambia la solfa: rispetto per l’ambiente insufficiente». Nel mirino delle critiche le potature degli alberi su corso Umberto I, lungo viale Regina Margherita, «che di fatto ha letteralmente sconvolto l’aspetto di questo bellissimo corso». «La capitozzatura – spiegano – è il taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami. L’immagine dello scempio è molto eloquente. Questa è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi, eppure, nonostante da più di 30 anni si cerchi di spiegare i suoi effetti nocivi, questa rimane una pratica comune. Il risultato fu la morte di ben 5 piante e altre 3-4 in lenta ripresa, quest’anno avevano cominciato a rinfoltirsi. All’epoca dell’amministrazione Costa la spesa fu di circa 30mila euro, naturalmente a carico dei cittadini vibonesi (alla faccia del dissesto). La potatura – aggiungono gli attivisti – è un’operazione molto seria che svolge un ruolo fondamentale nella corretta gestione degli alberi», ma l’attuale amministrazione «ha pensato bene di affidare alla Dusty, che si occupa della raccolta differenziata, l’incombenza di ri-potare e mettere in sicurezza corso Umberto I». Il risultato «è un ennesimo scempio». Per i cinquestelle vibonesi è una questione di cultura e rispetto dell’ambiente: «Spesso si giustificano tali interventi seguendo la logica della “messa in sicurezza”. In realtà, si mette in sicurezza una casa, un palazzo o un ponte che sono cose statiche create con materiale inerte. Per gli alberi, che sono esseri viventi, bisognerebbe avere un approccio molto meno drastico e più di rispetto, smettendola di vederli sempre come oggetti di arredo urbano». Il danno ormai è fatto, quindi «l’augurio – concludono gli attivisti – è che in futuro non si debba assistere ancora a scempi del genere e purtroppo dovremo aspettarci la morte di qualche altra pianta tra quelle selvaggiamente potate».

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