Italcementi, giudizi positivi sul confronto con l’amministrazione

Vibo da vivere rilancia l’idea della riconversione in parco tematico. Ma la Confasila mette in guardia sull’inquinamento: «L’amianto è ancora là»
Vibo da vivere rilancia l’idea della riconversione in parco tematico. Ma la Confasila mette in guardia sull’inquinamento: «L’amianto è ancora là»
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È salutato con entusiasmo il recente vertice dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia con i dirigenti dell’Italcementi. I toni sono entusiastici da parte della politica, più cauti ma comunque positivi da parte dei sindacati. Ad esprimersi, all’indomani della riunione avvenuta in municipio, sono Giovanni Patania, segretario della Confasila e tra l’altro ex dipendente dell’Italcementi, e Katia Zaccaria, coordinatrice per Vibo Marina del movimento politico “Vibo Valentia da vivere”. Patania, che accoglie con «soddisfazione» l’incontro «dopo anni di silenzi» e dopo la perdita di «200 posti di lavoro», evidenzia come vi siano alcuni aspetti da approfondire, a cominciare dal «tema della bonifica dello stesso sito». L’azienda sostiene che «l’area è in sicurezza» e si basa sui monitoraggi compiuti dall’Arpacal regionale. Il sindacalista, però, si chiede «a quando risalgono tali monitoraggi», e se «sono stati effettuati solo sull’inquinamento atmosferico». Patania ricorda infatti che «all’interno della fabbrica è presente una quantità elevata di amianto che copre i capannoni fuori uso» e che tale amianto «con il passare degli anni si è deteriorato, visibile tra l’altro ad occhio nudo. Bisogna capire se il torrente Bravo che taglia in due la fabbrica sia fonte d’inquinamento, visto che nelle sue vicinanze veniva depositato il polverino carbone, usando anche nafta ed olii». Dunque, «bene le rassicurazioni dell’azienda e l’impegno della nuova amministrazione, ma chiediamo al sindaco di sollecitare sia l’Arpacal sia l’Asp per effettuare nuovi accertamenti su quanto esposto». Infine, l’auspicio è che si trovino altri investitori «visto il disimpegno totale della nuova proprietà», e che si proceda alla riconversione «sfruttando anche i fondi europei: serve un tavolo dove la Regione Calabria sia capofila, altrimenti restano solo le parole».

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Sulla riconversione si concentra il ragionamento di Katia Zaccaria: «Pensiamo che l’idea sia in perfetta linea con ciò che il territorio può effettivamente offrire, puntando quindi su uno sviluppo turistico da considerarsi filo conduttore della destinazione del sito. Vibo Marina, per la collocazione geografica del paese in sé e per il punto strategico del suo porto è da considerarsi da sempre la “Porta turistica della Costa degli dei”». Ed ecco che torna l’idea di realizzare un parco tematico/water park aperto 12 mesi all’anno, progetto portato avanti negli scorsi anni dall’ex consigliere regionale Alfonso Grillo, che rappresenterebbe «una trasformazione ideale, il volano di lancio verso quelle metamorfosi che plasmerebbero in maniera autentica un’area ormai inutilizzata da tempo».