Dune dell’Angitola, avviati i lavori per la pulizia della Zona speciale di conservazione

Decine i sacchi di rifiuti già riempiti nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione che prevede, inoltre, la piantumazione di essenze autoctone, la chiusura di strade nonché la produzione di materiale illustrativo
Decine i sacchi di rifiuti già riempiti nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione che prevede, inoltre, la piantumazione di essenze autoctone, la chiusura di strade nonché la produzione di materiale illustrativo
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Dopo una lunga fase preparatoria e qualche ritardo dovuto anche all’opportunità di non interferire con le attività turistiche della zona, sono iniziati i lavori per la pulizia della Zona speciale di conservazione delle “Dune dell’Angitola”, tra i comuni di Pizzo e Curinga. Le operazioni di pulizia sono infatti iniziate ieri a partire dalla località “Colamaio 2” e hanno visto impegnati gli operai della ditta “Sebastiano Sgromo”, vincitrice dell’appalto relativo al progetto finanziato dalla Regione Calabria con fondi Por 2014-20 per la tutela e la valorizzazione delle aree naturalisticamente più importanti della regione. Gli altri enti coinvolti, ciascuno secondo le proprie competenze, sono il Consorzio di bonifica del Tirreno vibonese, e il Wwf di Vibo Valentia, i cui rispettivi rappresentanti hanno presenziato all’avvio dell’importante iniziativa finalizzata a tutelare la straordinaria flora spontanea del litorale, che, oltre tutto, ospita ogni anno la nidificazione di alcune coppie di Fratino e ha visto anche la nidificazione della Tartaruga marina.

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«Simbolo di questa natura mediterranea spettacolare, ma minacciata – afferma il Wwf -, è il Giglio di mare, che ancora oggi suscita ammirazione con le ultime fioriture della stagione e che ha destato l’attenzione dei molti turisti stranieri che hanno frequentato i vari villaggi organizzati, a testimonianza del fatto che il patrimonio naturalistico rappresenta ancora, nonostante gli scempi perpetrati, un elemento di grande richiamo e di attrazione, purché lo si sappia proteggere e valorizzare. I diversi sopralluoghi preparatori, ma soprattutto l’inizio del lavoro di asportazione di tutto il materiale accumulatosi nei decenni, hanno evidenziato purtroppo una situazione di degrado e di abbandono le cui proporzioni richiederanno un lavoro immane da parte degli incaricati. La quantità e la varietà del materiale presente – fanno sapere dal Wwf – è inimmaginabile. Si tratta non solo dei grossi cumuli di pattume, ma di una miriade di oggetti di plastica (bottiglie, barattoli, contenitori per detersivi ecc.) e pezzi di polistirolo sparsi un po’ dovunque». Per Pino Paolillo «un intollerabile oltraggio alla bellezza dei luoghi, il simbolo più deprimente del danno arrecato dagli uomini alle coste del mare che ha visto nascere il mito e la civiltà».

Già nella giornata di ieri sono stati riempiti decine e decine di sacchi che saranno poi conferiti nei luoghi autorizzati. L’impegno è ormai quello di andare avanti fino alla chiusura del progetto che dovrà concludersi entro la fine dell’anno. Il progetto prevede inoltre la piantumazione di alcune essenze autoctone proprie dell’ambiente dunale, la chiusura di alcune strade che attraversano le dune, nonché la produzione di materiale illustrativo e educativo da distribuire ai frequentatori dei villaggi turistici della zona.