Interventi sul lungomare di Zambrone, il Wwf contrario a “nuove colate di cemento”

L’associazione ambientalista si oppone fermamente ad un progetto che «andrebbe inevitabilmente a compromettere uno dei tratti più belli della costa tirrenica calabrese»
L’associazione ambientalista si oppone fermamente ad un progetto che «andrebbe inevitabilmente a compromettere uno dei tratti più belli della costa tirrenica calabrese»
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L’approvazione di un progetto di un nuovo lungomare sulla costa vibonese, in territorio di Zambrone, ha suscitato la riprovazione del Wwf provinciale a causa «dell’evidente impatto che la stessa opera avrà sull’ambiente». L’associazione ambientalista argomenta che: «contrariamente a quanto si sostiene da parte dell’Ente locale proponente, non si tratterebbe di interventi di “riqualificazione” del lungomare già esistente, bensì di una nuova e lunga colata di cemento su uno dei tratti più belli della costa tirrenica calabrese, anche se ammantata dei soliti buoni propositi di “valorizzazione turistica” della zona. La stessa motivazione che, nei decenni passati – si aggiunge -, si è di fatto trasformata nel più devastante scempio della bellezza del paesaggio marino calabrese tanto caro a Giuseppe Berto. E’ triste dover constatare come i guasti irreparabili inferti alle coste nel recente passato non abbiano insegnato nulla sulla necessità di un cambiamento radicale nel modo di gestire il territorio, più attento a conservare quanto scampato all’urbanizzazione e all’asfalto, piuttosto che interessato a riproporre l’ennesimo intervento a base di cemento e mattonelle a due passi dal mare (salvo poi lamentarsi quando il mare si riprende quello che gli è stato tolto, com’è accaduto in questi giorni sulla costa tirrenica cosentina). Né basta progettare le immancabili “piste ciclabili” o i passaggi pedonali per i disabili (come se senza il lungomare non si potessero realizzare ugualmente) per dare quel tocco di “sostenibilità ambientale” tanto di moda nei dibattiti politici». [Prosegue sotto la pubblicità]

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Non solo, per il Wwf, «oltretutto la zona costiera che va da Briatico a Nicotera, era stata opportunamente inserita nell’elenco dei Siti di importanza comunitaria (Sic) previsti dalla Direttiva europea “Habitat” proprio per le peculiarità naturalistiche che si intende salvare dal degrado a livello internazionale. Intento confermato grazie alla designazione, con Dgr del 9.8.2016 e relative misure di conservazione, di tutti i cinque Sic costieri della provincia vibonese (compreso quindi il litorale di Zambrone) quali Zone speciali di conservazione (Zps). Un impegno al quale la Regione aveva recentemente voluto dare ulteriore concretezza con l’approvazione di numerosi progetti di recupero e valorizzazione dei vari “Siti Natura 2000”, alcuni compresi nella stessa “Costa degli Dei” di cui Zambrone fa parte. Un riconoscimento, questo, che invece dovrebbe spingere gli amministratori locali verso iniziative di maggiore salvaguardia e valorizzazione ambientale delle zone di cui dovrebbero essere i principali e orgogliosi custodi». Il Wwf invita pertanto «a respingere la vecchia e miope logica dell’intervento a tutti i costi, pur di utilizzare dei soldi, ricordando che la migliore e più attrattiva immagine che il territorio calabrese può offrire al turista, non è la banalità del cemento, ma la pulizia del mare, la bellezza delle sue spiagge e delle rocce. Perché Zambrone non ha bisogno di un nuovo lungomare, ma del suo paesaggio antico».